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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Cracovia: andata e ritorno

Posted by Filippo On October - 7 - 20161 COMMENT

Cracovia (Krakow in polacco, Krakau in tedesco), capoluogo della regione della “piccola Polonia”, seconda città polacca, fu per due secoli capitale della Galizia, nel nord-est del grande Impero di Austria-Ungheria. E’ infatti una città che possiamo dire Mitteleuropea, caratterizzata da architetture ed atmosfere tipiche dell’Austria e della Germania, oltre che da una cura per l’ordine e la pulizia tipicamente tedesche. Cresciuta in un’ansa della Vistola, è costituita da un centro medievale, chiuso da mura (patrimonio dell’umanità UNESCO) e poi da un grande anello di parco pubblico, unico nel suo genere. Sulla pianura dove sorge Cracovia, con la sua vastissima Piazza del Mercato, spicca il solo castello di Wavel, nel cui complesso si trova anche la Cattedrale e dove si può ammirare il celebre dipinto di Leonardo della “dama con l’ermellino”. Caratteristico è anche l’antico quartiere ebraico (Kazimiert), conservatosi in buone condizioni, come il resto della città, dalla seconda guerra mondiale. La fama di Cracovia è peraltro strettamente (e tristemente) legata allo sterminio degli ebrei, visto che a qualche decina di chilometri si trovano i campi di Auschwitz e Birkenau; a Cracovia operò Oskar Schindler, la cui vera storia è raccontata da Spielperg nel celebre film ed ora è ricordato in un museo di Cracovia a lui dedicato. L’Università Jagellonica è probabilmente tra le più antiche d’Europa, mentre le acciaierie furono un simbolo della produzione socialista, prima, e poi, negli anni ’80, delle lotte di Solidarnosc. Per secoli la città fu produttrice di sale, grazie ad immense miniere, oggi visitabili ed allestite in modo unico al mondo. Vescovo di Cracovia fu Karol Woytila, poi divenuto papa Giovanni Paolo II. Per questi (e molti altri motivi) motivi, Cracovia, merita una visita, peraltro fattibilissima in un weekend. L’abbondanza di giovani e di turisti, di ogni cultura, ha portato il crescere di una miriade di locali e localini, dove mangiare e bere di tutto (a prezzi veramente economici, anche approfittando della forza dell’euro rispetto agli zloty, moneta nazionale). Alle innumerevoli “wodkerie”, si accompagnano ora anche locali dedicati alla birra (Piwa) e si possono facilmente trovare produzioni artigianali di alto livello qualitativo, come Artezan ed Alebrowar, già presenti in Italia (EurHop 2015).

Prakownia Piwa è il birrificio artigianale di Cracovia, con il suo brewpub (in pieno centro, a due passi dalla porta del Barbacan e dalla piazza del Mercato, in Ul. Sw. Jana 30). Nel locale, oltre alle produzioni proprie, abbiamo trovato alla spina birre artigianali inglesi, americane, ed anche italiane, con un impianto a venti vie. I gestori sono disponibili e preparati, ma purtroppo il locale, in stile moderno, è bello quanto poco fruibile, bancone a parte, poichè i pochi tavoli rimangono confinati in salette “lontane” da banco e spine. Scordiamoci, comunque, le “tavolate” con cibo da gourmet di molti locali italiani: nei pubs di Cracovia si beve soltanto.

E di Prakownia Piwa abbiamo provato on tap REJBEL un’english IPA e DOUBLE HEY NOW (imperial wheat ale), che ci sono sembrate ben equilibrate nella scelta dei malti e nel dosaggio dei luppoli, lasciandoci una gradevole piacevolezza, dopo una pronta beva. I prodotti evidenziano la maturità per il più esigente mercato internazionale, italiano compreso.

Ma il panorama dei locali brassicoli di Cracovia non si esaurisce certo con Prakownia.

Ci sono almeno altri due locali da non perdere.

Il primo è Omertà. Il nome, evidentemente italiano, è ispirato, guarda un po’, alla mafia ed al silenzio che l’aiuta: purtroppo l’Italia non è famosa all’estero solo per il sole, il buon bere ed il buon mangiare! Il locale, situato in ul. Kupa 3 | ul. Warszauera 3, nel bel mezzo del quartiere ebraico, dove si svolge la movida notturna di Cracovia, ha un’atmosfera accogliente, nonostante il nome, con tavoli di legno in stile da classico pub, ed è caratterizzato da un doppio bancone, in due diverse sale, e quindi da due diverse liste di birre, da 10 vie l’una. 20 birre artigianali alla spina (oltre a due “pompe”), con prodotti di tutta Europa (abbiamo trovato, ad esempio, Toccalmatto), USA, Canada, Nuova Zelanda. Abbiamo provato due ottime birre di un altro produttore polacco, Pinta Miesiaca. Una HOPUS JUMBO, american pale ale, perfettamente in stile, ed una, memorabile, ATAK CHMELIUS, imperial black IPA spillata a pompa, di altissimo livello.

Il secondo locale (anzi il terzo!) da visitare assolutamente a Cracovia è Ursa Maior, situato in Plac Wolnica, a metà strada tra il Kazimiert e la Vistola. Del tutto differente dagli altri, è un brewpub “diurno”, che offre esclusivamente le proprie produzioni artigianali in orari da beershop. Ha pochi posti all’interno e qualche tavolino in piazza, ma tutto l’arredo è molto curato e realizzato trasformando oggetti riciclati in elementi di design. Stupisce, in particolare, l’impianto di spillaggio, colorato e trasparente. Forse il posto più carino per bere in tranquillità, anzi per degustare.

Altri locali di Cracovia che meritano una menzione sono Viva la Pinta (Ul. Florianka 13) ed House of Beers (Ul. Sw. Tomasza 35).

Da ultimo, i prezzi. Bassissimi, come detto, grazie all’Euro: mediamente, un’artigianale alla spina da 0.4 costa tra 2 e 2,5 Euro.

 

Marco

 

One Response to “Cracovia: andata e ritorno”

  1. Emanuele says:

    Complimenti, bell’articolo, ben fatto e molto curato! organizzate anche visite di gruppo su questo sito?

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