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October - 2017
Sunday
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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Sono anni che cerco una scusa per andare a Nembro. Non perché il piccolo paese in provincia di Bergamo abbia attrattive turistiche particolari. In realtà, per per lo meno per me, ne ha una soltanto e si chiama The Dome. Il pub aperto nel 2009 da Michele Galati, già padre dell’Abbazia di Sherwood, è diventato uno dei punti di riferimento per la birra nel nord Italia per  per la qualità dell’offerta birraria e per la coerenza delle scelte. La scusa buona questa volta l’ho trovata in un seminario dal titolo “Tutto in una botte” organizzato in occasione dell’Orobie Beer Festival, manifestazione giunta ormai al sesto anno che si è tenuta il 19 -20-21 giugno proprio al The Dome. Il corso che, come si può intuire dal titolo, era incentrato sulla birrificazione in botte con tutti i problemi e le opportunità dati dall’uso del legno, in realtà era un evento nell’evento visto il livello dei relatori che comprendevano alcuni dei nomi più importanti e noti del mondo della birra. Moderatore ed istrione il solito inossidabile  Lorenzo “Kuaska” Dabove. Poi Valter Loverier (Loverbeer), Riccardo Franzosi (Montegioco) e Jerome Rebetez (BFM),  Jef Van de Steene (De Glazen Toren) e Andrea Camaschella. Avrebbe dovuto esserci anche Teo Musso (Baladin) ma ha dato forfait all’ultimo minuto per impegni di lavoro.
L’incontro non ha avuto un’impronta strettamente accademica, ma si  è sviluppato  in realtà come una chiacchierata sulle esperienze dei birrai presenti, i più noti in Italia per la birrificazione in botte, partendo dalla degustazione di alcune loro birre, che i creatori hanno illustrato raccontando anche  i metodi produttivi e le tecniche di uso del legno.
Siamo partiti dalla nuovissima Season Cardosa del Birrificio Loverbeer, come dice il nome una season aromatizzata con il cardo, la prima di una serie di 5 nuove birre aromatizzate che saranno commercializzate a breve da Loverbeer, per poi passare alla Miss Sour di Montegioco e alla  Abbaye De Saint Bon-Chien della BFM (Brasserie des Franches-Montagnes) birrificio che non conoscevo ma che mi ha veramente sorpreso. Il tutto in quasi tre ore che sono volate via in un attimo.

Il primo pomeriggio lo abbiamo dedicato alla degustazione delle birre portate dagli homebrewer presenti, giudicate dagli stessi relatori affiancati da Marco Pion (Tyrser), che si sono sottoposti con grande disponibilità alla “tortura” degli assaggi di qualche improbabile lambic autoprodotto e anche di altre birre che sono state valutate con severità (ma in realtà non troppo). Bellissima esperienza in ogni caso e anche ottima la compagnia.

Le ultime ore le ho però dedicate al festival vero e proprio e all’assaggio delle birre. Relativamente pochi i birrifici presente, almeno rispetto agli standard di altri festival più di richiamo, ma tutti di ottimo livello: Carrobiolo, Birrone, Mastino, Etnia, Almond ’22, Hammer, Loverbeer e gli stranieri BFM e Glazen Toren. Chiaramente anche ottimo il livello delle birre presenti. Per me è stata anche un’occasione per assaggiare birrifici nuovi o difficilmente reperibili da noi come Mastino, Etnia (il nuovo progetto di Nicola Grande, di cui comunque avevo già gustato la dipa all’Elfo pub) e Hammer tutti presenti con prodotti di grande pulizia e gradevolezza.

Bellissima giornata e grande esperienza. Da ripetere probabilmente che il prossimo anno.

 

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