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December - 2016
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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Archive for the ‘Birre e birrifici’ Category

A cena con Birra Perugia

Posted by Paolo On October - 28 - 2016ADD COMMENTS

Ne abbiamo fatte diverse e tutte hanno riscosso un notevole successo. Le cene con i birrifici sono un evento che ultimamente abbiamo un po’ trascurato ma che sono sempre state fonte di divertimento. Così, con la collaborazione dell’associazione Trevifutura, abbiamo pensato di ritrovarci ancora una volta a cena, invitando uno dei nostri birrifici preferiti, Birra Perugia, produttore sempre al vertice nel gradimento degli appassionati e  quest’anno vincitore del titolo Birrificio dell’anno al Beer Attraction di Rimni, posizionandosi con due primi posti un secondo ed un terzo nelle graduatorie per stile del concorso più prestigioso in Italia. Venerdì 4 novembre quidi, avremo l’occasione di degustare alcune delle migliori produzione del birrificio, abbinate ai piatti creati da Luca del Ristorante la Cerquetta di Borgo Trevi. Sarà presente anche il birraio, Luca Maestrini, che illustrerà quello che passerà nei bicchieri e con il quale potrete soddisfare le vostre curiosità . Vi aspettiamo tutti il 04 novembre al Ristorante la Cerquetta (Via Madonna 75 Borgo Trevi) dalle 20,30 in poi. Il costo della cena è di 22 euro ed è necessario prenotare chiamando il ristorante (0742381963) o contattandomi al 3488740994. Non mancate.

Paolo

Cracovia: andata e ritorno

Posted by Filippo On October - 7 - 20161 COMMENT

Cracovia (Krakow in polacco, Krakau in tedesco), capoluogo della regione della “piccola Polonia”, seconda città polacca, fu per due secoli capitale della Galizia, nel nord-est del grande Impero di Austria-Ungheria. E’ infatti una città che possiamo dire Mitteleuropea, caratterizzata da architetture ed atmosfere tipiche dell’Austria e della Germania, oltre che da una cura per l’ordine e la pulizia tipicamente tedesche. Cresciuta in un’ansa della Vistola, è costituita da un centro medievale, chiuso da mura (patrimonio dell’umanità UNESCO) e poi da un grande anello di parco pubblico, unico nel suo genere. Sulla pianura dove sorge Cracovia, con la sua vastissima Piazza del Mercato, spicca il solo castello di Wavel, nel cui complesso si trova anche la Cattedrale e dove si può ammirare il celebre dipinto di Leonardo della “dama con l’ermellino”. Caratteristico è anche l’antico quartiere ebraico (Kazimiert), conservatosi in buone condizioni, come il resto della città, dalla seconda guerra mondiale. La fama di Cracovia è peraltro strettamente (e tristemente) legata allo sterminio degli ebrei, visto che a qualche decina di chilometri si trovano i campi di Auschwitz e Birkenau; a Cracovia operò Oskar Schindler, la cui vera storia è raccontata da Spielperg nel celebre film ed ora è ricordato in un museo di Cracovia a lui dedicato. L’Università Jagellonica è probabilmente tra le più antiche d’Europa, mentre le acciaierie furono un simbolo della produzione socialista, prima, e poi, negli anni ’80, delle lotte di Solidarnosc. Per secoli la città fu produttrice di sale, grazie ad immense miniere, oggi visitabili ed allestite in modo unico al mondo. Vescovo di Cracovia fu Karol Woytila, poi divenuto papa Giovanni Paolo II. Per questi (e molti altri motivi) motivi, Cracovia, merita una visita, peraltro fattibilissima in un weekend. L’abbondanza di giovani e di turisti, di ogni cultura, ha portato il crescere di una miriade di locali e localini, dove mangiare e bere di tutto (a prezzi veramente economici, anche approfittando della forza dell’euro rispetto agli zloty, moneta nazionale). Alle innumerevoli “wodkerie”, si accompagnano ora anche locali dedicati alla birra (Piwa) e si possono facilmente trovare produzioni artigianali di alto livello qualitativo, come Artezan ed Alebrowar, già presenti in Italia (EurHop 2015).

Prakownia Piwa è il birrificio artigianale di Cracovia, con il suo brewpub (in pieno centro, a due passi dalla porta del Barbacan e dalla piazza del Mercato, in Ul. Sw. Jana 30). Nel locale, oltre alle produzioni proprie, abbiamo trovato alla spina birre artigianali inglesi, americane, ed anche italiane, con un impianto a venti vie. I gestori sono disponibili e preparati, ma purtroppo il locale, in stile moderno, è bello quanto poco fruibile, bancone a parte, poichè i pochi tavoli rimangono confinati in salette “lontane” da banco e spine. Scordiamoci, comunque, le “tavolate” con cibo da gourmet di molti locali italiani: nei pubs di Cracovia si beve soltanto.

E di Prakownia Piwa abbiamo provato on tap REJBEL un’english IPA e DOUBLE HEY NOW (imperial wheat ale), che ci sono sembrate ben equilibrate nella scelta dei malti e nel dosaggio dei luppoli, lasciandoci una gradevole piacevolezza, dopo una pronta beva. I prodotti evidenziano la maturità per il più esigente mercato internazionale, italiano compreso.

Ma il panorama dei locali brassicoli di Cracovia non si esaurisce certo con Prakownia.

Ci sono almeno altri due locali da non perdere.

Il primo è Omertà. Il nome, evidentemente italiano, è ispirato, guarda un po’, alla mafia ed al silenzio che l’aiuta: purtroppo l’Italia non è famosa all’estero solo per il sole, il buon bere ed il buon mangiare! Il locale, situato in ul. Kupa 3 | ul. Warszauera 3, nel bel mezzo del quartiere ebraico, dove si svolge la movida notturna di Cracovia, ha un’atmosfera accogliente, nonostante il nome, con tavoli di legno in stile da classico pub, ed è caratterizzato da un doppio bancone, in due diverse sale, e quindi da due diverse liste di birre, da 10 vie l’una. 20 birre artigianali alla spina (oltre a due “pompe”), con prodotti di tutta Europa (abbiamo trovato, ad esempio, Toccalmatto), USA, Canada, Nuova Zelanda. Abbiamo provato due ottime birre di un altro produttore polacco, Pinta Miesiaca. Una HOPUS JUMBO, american pale ale, perfettamente in stile, ed una, memorabile, ATAK CHMELIUS, imperial black IPA spillata a pompa, di altissimo livello.

Il secondo locale (anzi il terzo!) da visitare assolutamente a Cracovia è Ursa Maior, situato in Plac Wolnica, a metà strada tra il Kazimiert e la Vistola. Del tutto differente dagli altri, è un brewpub “diurno”, che offre esclusivamente le proprie produzioni artigianali in orari da beershop. Ha pochi posti all’interno e qualche tavolino in piazza, ma tutto l’arredo è molto curato e realizzato trasformando oggetti riciclati in elementi di design. Stupisce, in particolare, l’impianto di spillaggio, colorato e trasparente. Forse il posto più carino per bere in tranquillità, anzi per degustare.

Altri locali di Cracovia che meritano una menzione sono Viva la Pinta (Ul. Florianka 13) ed House of Beers (Ul. Sw. Tomasza 35).

Da ultimo, i prezzi. Bassissimi, come detto, grazie all’Euro: mediamente, un’artigianale alla spina da 0.4 costa tra 2 e 2,5 Euro.

 

Marco

 

Serata birraria a Milano

Posted by Filippo On March - 15 - 2016ADD COMMENTS

Se vi trovate a Milano per lavoro o per svago, travolti dalla vastità e varietà della città più europea d’Italia, affascinati dai suoi nuovi grattacieli, persi nel quadrilatero della moda o distratti dai mille locali dell’aperitivo, potreste perdervi e non trovare la strada giusta per raggiungere l’amata birra artigianale, compagna fissa delle nostre buone bevute. Ecco allora una breve guida che potrà farvi da bussola con l’indicazione dei pub da non perdere.

Innanzitutto, un nome: Lambrate.

Che ovviamente non è soltanto il birrificio che tutti conosciamo (a proposito: birraio italiano dell’anno 2015) ma anche…una stazione ferroviaria di Milano. Nei suoi pressi, in via Adelchi 5 (metro: Lambrate), lo storico brewpub che, ovviamente, prende il nome dalla stazione. E’ storico anche nell’aspetto, con i suoi arredi da classico pub anni ’80, adesivi sulla porta a vetri, sgabelli di legno, etc. Il locale non è molto grande, sempre affollato, ma quindi anche molto caldo ed allegro. Ma la visita al Lambrate si fa per le sue dodici vie tutte dedicate alle proprie produzioni artigianali di altissima qualità, coprendo una gran varietà di stili. Complessivamente, e tenuto conto dell’alta qualità, i prezzi nella media. Si può anche far l’aperitivo (una vera istituzione a Milano) o cenare, prenotando prima. Da quattro anni, non molto lontano, in piena Città Studi, in via Golgi 60 (metro: Lambrate), il birrificio ha aperto anche un Pub-ristorante, in cui, oltre alla cena, si può anche pranzare. Questo locale, in bello stile “classico”, è molto più ampio, ma di sera sempre affollatissimo: sconsigliato quindi per una cena a due, anche per la confusione che rende difficile una normale conversazione, mentre si addice ad uscite con amici allegri, oltre che affamati e naturalmente assetati. La produzione del birrificio – in via di ampliamento – qui trova la sua mescita con 16 vie “ordinarie” ed altre 3 “a pompa”. E’ d’obbligo la prenotazione, senza la quale si rischia seriamente di non trovar posto, in qualunque giorno della settimana. I prezzi del cibo ci sono sembrati un po’ più alti della media, ma anche in questo caso non va dimenticata l’alta qualità delle materie prime utilizzate (ottimo ad esempio lo stinco al mosto di birra).

Per gli amanti del “bretta” e dell’acido, c’è un altro indirizzo da tenere bene a mente: via Friuli 46, (metro: Lodi). Il Lambiczoon si distingue, a Milano e probabilmente in Italia, per una costante presenza di una lista di tutto rispetto di lambic, gueze e kriek, con due frigo sempre riforniti e spesso anche nei fusti alla spine del bel bancone. Le bottiglie vengono servite adagiate in gradevoli cestini di vimini e possono essere accompagnate da ottime proposte culinarie, tra cui gli (ormai immancabili) hamburgers in versioni particolari (è il caso di quello servito nella cloche previamente riempita di fumo di sigaro cubano). Il locale non è molto grande, si mangia bene al bancone ed ha posti anche all’aperto. I prezzi sono sopra la media.

Per chi cerca varietà nella proposta artigianale e diversità nel cibo, un altro locale da non mancare asso lutamente è lo Scott 

Duff, in via Volta 13 (metro: Moscova). Dieci vie di sola birra artigianale di ottima qualità, tra i migliori produttori italiani ed internazionali (USA, UK, Scandinavia, Polonia, etc.) in continua rotazione. Il locale è “diverso” per almeno due aspetti: l’interno del locale è verniciato in bianco, con un aspetto da chalet marittimo ed il cibo, caratterizzato da specialità abruzzesi (da provare assolutamente gli arrosticini di fegato di pecora ed il panino al pastrami con la salsa di porri homemade). I prezzi sono nella media.

Da ultimo, per chi ama immergersi nella movida, a Milano non può non andare lungo i Navigli, magari raggiungendo la nuova Darsena, appena ristrutturata grazie ad Expo 2015. Sui Navigli prosperano i locali dell’aperitivo e del dopo cena, fino a tarda notte, ma per fortuna non manca la proposta di birra artigianale di qualità. BQ, appunto: birra (artigianale, di qualità) che, con i suoi quattro locali monopolizza il settore, almeno per quel che riguarda la mescita alla spina in quella zona (BQ ha poi altri due locali a Milano). Da BQ si trova naturalmente ampia selezione di produzioni artigianali, anche a pompa, tra cui proposte di produttori “locali” (Lariano, Alma, e altri), oltre naturalmente a “Bauscia”, il birrificio di Paolo Polli, deus ex machina di BQ (nonché dell’Associazione Degustatori Birra). Le mescite BQ dei navigli favoriscono l’asporto: sia per apprezzare la movida all’esterno sia soprattutto a causa dello scarso spazio interno. Il bicchiere (in policarbonato) si paga un euro in più, quale cauzione, che viene restituita alla riconsegna dello stesso. Limitata è l’offerta culinaria, ma certamente di qualità, com’è il caso del crostino con patè di fegato d’oca. I locali BQ dei Navigli sono quattro: due in Alzaia del Naviglio Grande, uno in via Corsico, dove si può mangiare indiano (forno tandoori), e per finire, in Via Bussola 9, c’è BQ De Nott, dove si può ascoltare musica dal vivo e mangiare fino all’alba.

Marco

 

L’UMBRIA A BIRRA DELL’ANNO 2016

Posted by Paolo On February - 28 - 2016ADD COMMENTS

Quello che è accaduto nell’ultima edizione di Birra dell’Anno appena conclusa è qualcosa di storico, non solo per la crescita del movimento brassicolo nella nostra regione ma per tutta una serie di cambiamenti che investiranno la tradizionale geografia birraria italiana: 7 medaglie, di cui 5 d’oro, e un riconoscimento, anzi IL riconoscimento per il miglior birrificio dell’anno.

I 60 giudici scelti da Unionbirrai hanno dunque giustamente riconosciuto ai nostri maggiori rappresentanti regionali il pregio di aver fatto notevoli miglioramenti sotto il profilo della qualità dei prodotti presentati.

Iniziamo con BIRRA DELL’EREMO:

il birrificio di Enrico e Geltrude ha confermato i progressi già evidenziati nella precedente edizione della kermesse piazzando un prestigiosissimo oro nella categoria “Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione angloamericana” con NOBILE, birra dalla schiuma fine e persistente, caratterizzata da note di limone all’olfatto e da una spiccata nota amara che svanisce lasciando, al gusto, spazio ai malti.

Proseguiamo poi con BIRRA FLEA:

l’oro ottenuto nella categoria “Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione belga” con BIANCALANCIA esprime il livello di assoluta qualità raggiunto dal birrificio gualdese nella grande famiglia delle birre di stampo belga, grazie ad un prodotto dal gusto intenso, con una nota leggermente acidula, molto fruttata e poco amara, cremoso e dalla schiuma compatta e persistente.

Con NOEL, invece, è arrivato un oro nella categoria “Spezie, caffè e cereali, alta e bassa fermentazione” raggiungendo così la vetta nella grande famiglia delle birre speciali, con una birra che ha avuto il consenso della giuria per il suo gusto caratterizzato da una delicata nota amara e da un retrogusto caramello e nocciola che rendono questa ambrata rifermentata in bottiglia perfetta per assaporare i dolci della tradizione natalizia.

E concludiamo con il vincitore assoluto di questa edizione: FABBRICA DELLA BIRRA PERUGIA:

Luana e tutto il suo staff si sono di diritto piazzati come primatisti della grande famiglia delle birre di stampo angloamericano aggiudicandosi ben 3 medaglie: un oro con SUBURBIA, collocata nella categoria “Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (IPA)”, un argento con GOLDEN ALE e un bronzo con PERUJAH, entrambe nella categoria “Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione angloamericana”, senza dimenticare anche l’oro ottenuto con ISTERICA nella categoria “Birre acide” della grande famiglia delle birre speciali.

SUBURBIA si presenta come una english ipa molto classica, realizzata in collaborazione con Bruno Carilli di Toccalmatto. Il malto, il luppolo inglese e il deciso dry hopping, che dona sensazioni resinose e balsamiche, rendono unica questa birra, autentico tributo ad uno dei locali più incredibili mai visti sulla scena punk-rock italiana.

GOLDEN ALE è un’alta fermentazione dal colore chiaro, i profumi freschi, il gusto ricco di sapore, nel puro stile inglese.

PERUJAH è la prima birra-raggae della storia, stile angloamericano e musica caraibica uniti dalla collaborazione tra il birrificio umbro e gli I-Shence.

Ed infine ISTERICA, la prima sour ale del birrificio, birra acida affinata in botte dal colore dorato e velato che usa i lieviti selvaggi dell’aria che ben giustificano il nome scelto, i quali donano al naso sentori di legno, cantina umida e frutti rossi acerbi, e alla bocca una nota acida che convive con un leggero carattere vinoso derivato dalla permanenza in botte e con un dolce che rimanda all’ananas e all’uva bianca, fino ad arrivare ad un finale secco e rinfrescante dato dalla nota fortemente agrumata.

Questa serie straordinaria di piazzamenti ha permesso a Fabbrica della Birra Perugia di conquistare l’ambito premio di BIRRIFICIO DELL’ANNO 2016, assegnato da Unionbirrai al produttore con la migliore sommatoria di punteggi, e di rompere la meritatissima egemonia dei birrifici del nord Italia di questi ultimi tempi, modificando la conformazione geografica del nostro paese, in tema di sviluppo della cultura brassicola, sotto ogni punto di vista: dai birrifici ormai affermati sul piano anche internazionale, ai publican sempre più competenti, ai consumatori sempre più consapevoli e desiderosi di conoscere il mondo delle birre, al plurale, come insegna il maestro Kuaska.

Un grande presente illumina dunque la scena birraria umbra, con un grandissimo futuro ancora da scrivere.

Buon lavoro Mastri… e sempre PROSIT!

Francesco Bazzucchi

Un salto da Birra BRO

Posted by Paolo On March - 13 - 2015ADD COMMENTS

Accennavo qualche giorno fa all’apertura del nuovo birrificio Birrra BRO a Terni per la settimana della birra artigianale. Come già detto il birrificio esiste da tempo come beer firm con il nome Alpan. Avevo già avuto modo di assaggiare le loro birre in varie occasioni e mi avevano colpito per la buona pulizia e piacevolezza. Del resto già il progetto iniziale era partito come collaborazione con il CERB di Perugia, che aveva curato le ricette. Oggi che i soci hanno deciso di camminare con le loro gambe, questa collaborazione è stata estesa anche alla progettazione dell’impianto produttivo, che è caratterizzato fin dalle prime cotte da soluzione tecniche che denotano una buna attenzione anche nei dettagli. Mi ha accolto al birrificio, la simpatica e estroversa Elisabetta, uno dei soci, che mi ha fatto da cicerone illustrandomi il sito produttivo e le scelte tecniche utilizzate. L’impianto da 1.000 litri, realizzato dalla AZ inox, il sito di macinatura distaccato dalla sala cottura e collegato meccanicamente, l’impianto di imbottigliamento, le sale di rifermentazione e stoccaggio divise  tra loro, danno subito l’idea di un progetto ragionato attentamente a tavolino e pensato per un’orizzonte di lunga durata. Le birre attualmente sono due: la Mania e la Alpan, che ha ripreso il vecchio nome. Ho assaggiato la Mania, birra diversa da quella che ricordavo, ma sempre pulita e gradevole. Molto interessante la collaborazione del birrificio con la gastronomia di qualità che si concretizza nel gemellaggio con “Mangia solo italiano” un distributore che si occupa di trovare nel territorio piccoli produttori di formaggi  prodotti tipici di qualità che devo dire ho apprezzato molto.

Bella partenza quindi e siamo sicuri che, vista la passione che hanno saputo mostrare, nel prossimo futuro i “BRO” ci stupiranno favorevolmente.

Paolo

Grandi i birrifici umbri a Rimini!

Posted by Paolo On February - 21 - 2015ADD COMMENTS

Oggi è iniziato a Rimini, quest’anno in versione “autonoma” da altre manifestazioni, Beer Attraction, (ex Rexx, ex Pianeta birra ecc.), forse la più importante rassegna sulla birra italiana di qualità e, come ogni anno, Unionbirrai organizza in concomitanza il concorso Birra dell’anno, sicuramente la competizione più prestigiosa in Italia, particolarmente affollata quest’anno visto la presenza di ben 800 birre iscritte, circa il 30% in più rispetto allo scorso anno. Ancora non è nota la classifica ufficiale di tutte le categorie in concorso, ma le prime notizie che arrivano da Rimini sono molto positive. Infatti i birrifici umbri anche in questa occasione si sono fatti valere. L’anno scorso

infatti il birrificio Birra dell’Eremo aveva conquistato un eccellente secondo posto con la Magnifica nella categoria APA. Quest’anno non solo birra dell’Eremo ha confermato tale posizione, con l’ottima Nobile nella categoria
“Golden Ale”, ma addirittura Birra Perugia ha vinto il primo premo, aggiudicandosi il titolo di birra dell’anno sempre nella categoria “APA”  con la Calibro 7!
Conoscendo bene queste due birre non ci stupiamo, trovandole da sempre eccellenti. Il risultato però ci fa piacere perché conferma  il trend in qualitativo che questi due birrifici hanno  intrapreso e che si spera trascini anche altri microbirrifici presenti in Umbria.

Paolo

 

Piccoli birrifici umbri: il birrificio Diecinove

Posted by Paolo On February - 9 - 2015ADD COMMENTS

E’ un dato di fatto che il mercato della birra in Italia e in Umbria sia ancora in forte crescita. L’altro giorno, passando in rassegna i birrifici con impianto proprio, sono

arrivato a contarne 17 attivi e forse non sono neanche tutti. A questi devono poi aggiungersi i birrifici che si appoggiano all’impianto di altri, i cosiddetti beer firm, che sono un numero non ben definito ma certamente consistente. Tra i nuovi arrivati mi ha incuriosito un microbirrificio situato nel centro storico di Spello, il birrificio Diecinove, che fino ad ieri però non avevo avuto l’occasione di visitare. Sabato mattina ho deciso di rimediare. Trovarli è facile, visto che il birrificio si trova all’inizio dell’abitato, in via Sant’Angelo, un vicolo subito dopo la porta del paese che conduce nel centro storico. Nel punto vendita annesso al piccolo laboratorio, ho trovato tre dei quattro soci, Luca, Cesare e Matteo. Mancava Emanuele, il presidente, che si trovava presso la sede della società a Latina. Infatti il birrificio rappresenta una delle attività della Cooperativa Impulso, che pur essendo ormai attiva nel nostro territorio, si è costituita nella provincia di Latina e lì ha conservato la sede legale. Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Luca, che mi ha illustrato la produzione attuale e i progetti futuri,mostrandomi anche il laboratorio, che è veramente piccolo. Del resto, avendo scelto di situarsi nel centro storico di un paese come Spello, quello attuale è sicuramente un compromesso tra le esigenze produttive e gli spazi che il paese poteva proporre. In ogni caso, secondo quanto si legge sul sito, la produzione attuale mensile è di circa 18 ettolitri, neanche pochi  se si considera l’impianto. Il birrificio si vuole caratterizzare per l’utilizzo di materie prime del territorio, andando a riscoprire frutti e prodotti anche in disuso, come carrube, sorbe, nespole ecc. Attualmente sono in produzione due birre: l’Ambrata con miele e fichi e la Scura alla carruba. Birre tutto sommato semplici e godibili, ma sulle quali forse i ragazzi dovrebbero osare un di più per dargli quel carattere che ci si aspetterebbe dall’utilizzo di prodotti non proprio convenzionali. A breve dovrebbe anche entrare in produzione una terza birra con i fiori di sambuco. Carino il punto vendita, che fa anche mescita. Non c’è però, almeno per il momento, l’impianto di spillatura.

In bocca al lupo ai ragazzi del Diecinove, per la loro scommessa commerciale, incentrata sul territorio e che sono sicura non li deluderà.

Paolo

Per informazioni:

Birrificio Diecinove
sito: http://www.cooperativaimpulso.it
tel. 0742847494
email coop.impulso@gmail.com

Mettere insieme e far dialogare mondi apparente lontani, uniti tuttavia dalla ricerca dell’eccellenza e da un territorio comune. Nasce con questo obiettivo il Barley Wine di Birra Perugia. Anzitutto la birra, davvero molto particolare, di grande struttura e gradazione alcolica, appare ideale in questo periodo dell’anno grazie al suo tocco invernale. Una birra da invecchiamento, addirittura, che si appresta a diventare un regalo di Natale originale e appetibile. Un vero e proprio “vino d’orzo”, omaggio dichiarato al nettare di Bacco, da sempre familiare al territorio in cui si trova il birrificio. Le vicine colline di Torgiano sono notoriamente vocate alla viticoltura e ospitano una delle cantine italiane più rappresentative nel mondo: Lungarotti.

E’ proprio con questa realtà che Birra Perugia ha avviato una bella collaborazione. Una volta usate per i loro grandi vini, le barrique Lungarotti vengono impiegate per l’affinamento di questa birra speciale. La sosta nelle botti può durare anche diversi mesi, prima dell’imbottigliamento. E’ qui che il cerchio si chiude con un’altra eccellenza del territorio. Birra Perugia, infatti, si trova esattamente fra Torgiano e Deruta, celebre nel mondo per le sue ceramiche d’autore. Inevitabile, dunque, pensare a bottiglie di ceramica per una birra che ha conosciuto i legni del vino di Torgiano.

Quest’anno le bottiglie, ideate con il prezioso supporto della designer Marta Toni, sono state realizzate dagli allievi della Scuola d’Arte Ceramica “Romano Ranieri”, sotto la direzione dell’artista Nicola Boccini. Il risultato è straordinario: 200 bottiglie numerate, in Gres porcellanato, smaltate con nero opaco a1250° C e sigillate con tappo meccanico.

“Siamo orgogliosi di questo progetto – fa sapere lo staff di Birra Perugia -. Teniamo particolarmente al dialogo territoriale e vogliamo mettere insieme molte esperienze che parlano la lingua di casa nostra, in sinergia con il meglio che troviamo intorno a noi. In più questo Barley Wine è qualcosa di davvero raro: si tratta di una birra invernale, molto complessa e strutturata, con profumi di frutta secca, agrume candito e spezie. L’alta gradazione alcolica la rende compagna di piatti strutturati e formaggi stagionati, ma noi la amiamo anche come birra da meditazione, davanti al caminetto.

Dove si trova? Le poche bottiglie disponibili si possono acquistare nella nostra bottega, direttamente al birrificio di Pontenuovo di Torgiano

(www.birraperugia.it – tel. 075 988 8096)”.

 

Gesti semplici e profondi al tempo stesso. Birra, vino, ceramica e soprattutto territorio si fondono in questo Barley Wine che pare incarnare alla perfezione lo slogan di Birra Perugia: “bevi per ricordare”.

David Cucco

La guida MOBI ai locali birrari: l’Umbria

Posted by Paolo On September - 16 - 2014ADD COMMENTS

E’ da un po’ che se ne parla e finalmente, dopo varie traversie, al Villaggio della Birra  è stata presentata la “Guida MOBI ai locali birrari”, il primo vero tentativo di realizzare una guida “definitiva” dei migliori locali in Italia che trattano la nostra bevanda preferita. Qualche altro tentativo era stato fatto,  ma in realtà per lo più si è trattato di pubblicazione, magari ottime, ma sempre parziali e, occorre dirlo, a volte non sempre limpide nella scelta delle logiche seguite. La guida del MOBI ha invece il pregio di nascere “dal basso” in quanto frutto  dalle segnalazioni e dalle recensioni di moltissimi appassionati che si riconoscono nel Movimento Birrario Italiano, la più grande associazione italiana e una delle più grandi in Europa. Se si considera questo, il lavoro di coordinamento e di cernita fatto da Massimiliano Faraggi e Sergio Riccardi, ma anche da altri volontari, è stato notevole e faticoso. Un ruolo importante lo ha avuto il forum che è servito da aggregatore. Il risultato, anche se non perfetto, rappresenta però veramente quanto di meglio l’appassionato di birra possa cercare in una guida come completezza e come affidabilità. Noi, io e Filippo in particolare,  abbiamo fatto la nostra parte, curando la parte dell’Umbria e scrivendo la recensioni  dei locali presenti nella guida e anche di quelli tenuti fuori. Prima che qualcuno se la possa prendere con noi per l’esiguità dei locali presenti e magari di qualche esclusione, va detto che gli standard dettati dal MOBI erano decisamente alti, una scelta rigorista che comunque ci sentiamo di approvare in pieno, in quanto ha permesso di fare piazza pulita di tutta quella selva di locali che sotto l’etichetta, adesso di gran moda, “artigianale”, somministrano varie porcherie industriali. Alcune assenze di rilevo dipendono poi dal fatto che la chiusura della guida è avvenuta parecchi mesi fa e pertanto alcune nuove attività, come il Beericcio o l’Umami, anche se da noi recensite, hanno trovato spazio solo come segnalazione. Per altri casi, come l’Emporio del gusto, che è stato completamente tenuto fuori, probabilmente si è trattato di una svista in fase di stampa perché risultava  tra i locali recensiti ed approvati. Vedremo di segnalare  l’errore in modo da rimediare per le prossima versione.  Un altro problema creato dai lunghi tempi di stampa è che alcuni locali nel frattempo purtroppo hanno chiuso o hanno avuto dei cambi di impostazione che rende non più attuale quello che è stato scritto. La cosa si rimedierà, perché quello della guida è un cantiere sempre aperto e potenzialmente sempre aggiornabile, tanto che posso dire che già si parla di una versione online dove sicuramente i difetti segnalati saranno superati. Se qualcuno avesse delle segnalazioni da farci per le prossime versioni, saremmo lieti di prenderle in considerazione. Chi fosse interessato ad acquistarla la può trovare sul sito del MOBI  oppure sui canali online consueti come IBS o Amazon

PS – L’Emporio del gusto non è stato tenuto fuori. Per errore è finito nelle Marche

Birrificio Superbum a Perugia

Posted by Paolo On March - 31 - 2014ADD COMMENTS

Bella serata venerdì 28 marzo all’Elfo. Ospite il birrificio Superbum di Tivoli con i due soci – birrai: Giorgio e Mirko. Si sa che la superbia è un peccato capitale ed in effetti la modestia non è proprio la caratteristica principale dei due giovani soci, molto coinvolti nel descrivere le proprie creature, ma visto l’entusiasmo e soprattutto la qualità delle prime uscite, è un peccato che si perdona facilmente. In realtà Tibur  Superbum è il nome che venne  dato da Virgilio nell’Eneide a Tivoli, città dove si trova la sede del birrificio e dove da settembre avrà inizio definitivo la loro avventura. Per il momento infatti Giorgio e Mirko, seguendo una tendenza oggi molto diffusa, si appoggiano ad altri birrifici per la realizzazione delle ricette che, tengono a sottolineare, sono totalmente frutto della loro inventiva. Ed in effetti le tre birre assaggiate non

lasciano indifferenti: la Blondie è una belgian blond ale con buccia d’arancio amaro e dolce e aggiunta di frumento.Diversamente da come si potrebbe pensare guardando gli ingredienti, non si si tratta di una blanche canonica, perché in realtà caratterizzata dai lieviti che la fanno avvicinare di più, come da definizione,  ad una belgian blond ale. In ogni caso divertente e pericolosamente beverina. Come particolare e divertente è la Invasion, una American Pale Ale, contenuta negli IBU ma dominata al naso e al gusto da un generoso dry hopping di Sorachi Ace. Classica, e  per questo anomala viste le attuali tendenze, la terza birra:  la B-Ter, una bitter in puro stile inglese che sorprende per la sua aderenza allo stile e per la sua bevibilità. Di questa in realtà abbiamo avuto modo di assaggiarne due versioni: con e senza dry hopping. Tutte e due molto buone e ben realizzate, anche tenendo conto della difficoltà dello stile. Che dire quindi. Decisamente un buon inizio che fa ben sperare un futuro peno di birre da degustare magari ancora una volta all’Elfo.