30
July - 2014
Wednesday
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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Archive for the ‘Birre e birrifici’ Category

Birrificio Superbum a Perugia

Posted by Paolo On March - 31 - 2014ADD COMMENTS

Bella serata venerdì 28 marzo all’Elfo. Ospite il birrificio Superbum di Tivoli con i due soci – birrai: Giorgio e Mirko. Si sa che la superbia è un peccato capitale ed in effetti la modestia non è proprio la caratteristica principale dei due giovani soci, molto coinvolti nel descrivere le proprie creature, ma visto l’entusiasmo e soprattutto la qualità delle prime uscite, è un peccato che si perdona facilmente. In realtà Tibur  Superbum è il nome che venne  dato da Virgilio nell’Eneide a Tivoli, città dove si trova la sede del birrificio e dove da settembre avrà inizio definitivo la loro avventura. Per il momento infatti Giorgio e Mirko, seguendo una tendenza oggi molto diffusa, si appoggiano ad altri birrifici per la realizzazione delle ricette che, tengono a sottolineare, sono totalmente frutto della loro inventiva. Ed in effetti le tre birre assaggiate non

lasciano indifferenti: la Blondie è una belgian blond ale con buccia d’arancio amaro e dolce e aggiunta di frumento.Diversamente da come si potrebbe pensare guardando gli ingredienti, non si si tratta di una blanche canonica, perché in realtà caratterizzata dai lieviti che la fanno avvicinare di più, come da definizione,  ad una belgian blond ale. In ogni caso divertente e pericolosamente beverina. Come particolare e divertente è la Invasion, una American Pale Ale, contenuta negli IBU ma dominata al naso e al gusto da un generoso dry hopping di Sorachi Ace. Classica, e  per questo anomala viste le attuali tendenze, la terza birra:  la B-Ter, una bitter in puro stile inglese che sorprende per la sua aderenza allo stile e per la sua bevibilità. Di questa in realtà abbiamo avuto modo di assaggiarne due versioni: con e senza dry hopping. Tutte e due molto buone e ben realizzate, anche tenendo conto della difficoltà dello stile. Che dire quindi. Decisamente un buon inizio che fa ben sperare un futuro peno di birre da degustare magari ancora una volta all’Elfo.

Consigli per gli acquisti di Natale

Posted by Paolo On December - 22 - 2013ADD COMMENTS

Il pretesto per queste due righe, me lo ha dato la notizia dell’uscita di ben due barley wine dai nostri birrifici. Il barley wine è una tipologia di birra di tradizione anglosassone, le cui origini risalgo almeno al XVIII secolo, di alto tenore alcolico e di grande complessità e ricchezza sia gustativa che olfattiva, adatte per le serate d’inverno vicino al caminetto o per chiudere in bellezza uno dei tanti banchetti che ci attendono in questi giorni. La similitudine con il vino, oltre che per il grado alcoolico, è data dal fatto che spesso, anche se non necessariamente, la birra viene lasciata  maturare a lungo in botti di legno da cui acquista molti sentori e caratteristiche. Il fatto che ben due nostri giovani birrifici si siano cimentati con questo stile, non molto consueto e di non facile interpretazione, ci gratifica e ci lascia sperare bene per il futuro. Venendo ai dettagli. Il primo barley wine ce lo presenta Birra dell’Eremo. Si chiama Brace, ed ha la particolarità di essere affinato in botti di Sagrantino di Montefalco. Non abbiamo avuto ancora modo di assaggiarlo, ma chi lo ha fatto ne ha parlato molto bene. E’ prodotto in sole 700 bottiglie da 0,33 litri e quindi, se volete approfittarne, dovete correre. Lo trovate probabilmente ancora all’Elfo Pub a Perugia, dove è stato presentato ieri, o contattando direttamente il birrificio (info@birradelleremo.it)

L’altro barley wine, ci viene proposto invece da Birra Perugia in due versioni: una maturata in acciaio e una invece affinata nelle botti della  Riserva Vigna Monticchio delle Cantine Lungarotti Torgiano.  Questa seconda versione si presta particolarmente per un regalo, perché confezionata in sole 189 bottiglie in ceramica di Deruta realizzate dell’azienda Grazia, nota e antica azienda del settore.  Abbiamo assaggiato quello maturato in acciaio, in occasione dell’apertura della Bottega del birrificio è ci è piaciuto molto anche se, essendo una  prima uscita, era presente ancora qualche spigolo che con il tempo sicuramente svanirà. Va infatti ricordato che i barley wine sono una delle poche tipologie di birra che con l’invecchiamento  tendono a migliorare. Lo trovate presso la Bottega del birrificio  in Via Tiberiana n. 20 – Pontenuovo di Torgiano.

Volendo continuare i consigli per gli acquisti, anche il Birrificio Artigianale di Montefalco ha realizzato una birra per le festività natalizie. Si chiama, non a casa,  Sannicola ed è  una american pale ale più robusta e luppolata, da bere con gli amici durante le tombolate magari assieme alla Sanchoc, la loro porter con l’aggiunta di cacao amaro. Per info: dalbirraio@hotmail.it

Non posso chiudere questa breve rassegna senza citare la birra che, anche se non prodotta appositamente per il Natale, a mio parere  richiama per la particolarità del luogo di produzione e per l’unicità dei birrai, lo spirito di questi giorni. Regalo perfetto  secondo me è la Extra, del birrificio Birra Nursia dei monaci Benedettini di Norcia. Una birra complessa e di buon tenore alcolico, che ricorda le dubbel belghe e che magari potrete acquistare  direttamente al negozio del monastero, accanto alla Basilica di San Benedetto a Norcia.

Se avete altri suggerimenti contattateci pure.

Buone feste

La redazione di Umbriabirra

La notizia non è freschissima ma non può passare sotto silenzio. All’ultimo European Beer Star, uno dei concorsi internazionali di maggior rilievo la cui premiazione si è tenuta pochi giorni fa, l’Italia, confermando il trend positivo di questi ultimi anni, ha vinto ben 13 medaglie di cui 7 d’oro. Di rilievo i nomi dei birrifici vincitori, primo tra tutti con tre ori il birrificio del Ducata, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che si distingue da anni nel panorama italiano. La grande sorpresa della manifestazione, come sottolineato anche da Cronache di birra, è venuta però dal nostro birrificio Fabbrica della Birra Perugia, che dopo neanche un anno dall’apertura, guadagna una bella medaglia d’oro nella categoria English Style Golden Ale (summer ale) con la  ”Goden ale“, birra che abbiamo avuto il piacere di assaggiare e appezzare in varie occasioni. Complimenti di nuovo ai ragazzi di Birra Perugia, con l’augurio che questa sia solo la prima di una lunga serie di soddisfazioni.

BEEROCK, bello ma ….

Posted by Paolo On July - 19 - 20135 COMMENTS

Sono appena tornato da BEEROCK, rassegna delle birre umbre accompagnate da musica e, aggiungo io, belle porzioni di cibo, che si svolge a Viole d’Assisi fino a domenica. L’idea è buona, la manifestazione ha potenzialità, però non so con il rock, ma con la birra c’entra poco. Non perché non ci sai. Le birre presenti coprono gran parte della produzione umbra: San Biagio,  Flea, Caber Beer, Magalotti,  Birra Perugia, Camiano ( in realtà il birrificio che ha rilevato la produzione e di cui magari parleremo in seguito), Birrificio Artigiano, Birra dell’Eremo. Il problema è secondo me sempre lo stesso. La birra è solo il contorno di qualcos’altro, un elemento che serve solo da richiamo e come tale viene trattata. Non è presente un impianto alla spina neanche a pagarlo oro, solo bottiglie che spesso risentano molto di più dei problemi legati al tempo e alla conservazione. Grave è che non sia presente nessun rappresentante dei birrifici scelta, da quello che mi dicono, voluta ed imposta dagli organizzatori, per cui non è possibile sapere nulla di quello che si stava bevendo o solo fare due chiacchiere con i produttori, fatto questo che non ha senso per una manifestazione che si presenta come rassegna regionale. In ogni stand sono presenti graziose fanciulle, vestite tutte uguali, che però si limitano a:  ”vuole quella scura o quella chiara leggera” non per mancanza di volontà sia chiaro, ma per mancanza di (in)formazione. Per concludere poi, il prezzo secondo me è anche elevato visto i presupposti: 3 euro per la birra piccola e 5 per la media (quantità non ben individuate). Scrivo questo sia chiaro non per il gusto spocchioso di criticare, ma perché mi piacerebbe che il prossimo anno anche l’appassionato di birra potesse trovare qualche motivo in più per venire a Viole. Quindi buona l’idea ma, per quanto riguarda la birra, rimandati tutti a luglio 2014.

 

Fabbrica della Birra Perugia, la nostra visita.

Posted by Filippo On July - 10 - 20131 COMMENT

 

Anche se con un po’ di ritardo, vi racconto la nostra visita al neonato birrificio del Capoluogo, Fabbrica di Birra Perugia. In realtà possiamo dire che con alcuni dei ragazzi di Birra Perugia ci conosciamo già da da un po di tempo, ancora prima che fosse presentata ufficialmente la loro prima birra, qualche mese fa. Eh si, perché in realtà è da parecchio tempo che si sente parlare di questo celeberrimo birrificio, che ha avuto si un lungo stadio embrionale ma anche la lungimiranza di riacquistare un famoso e storico marchio del nostro capoluogo, che i più nostalgici ricorderanno sicuramente anche con un filo di malinconia …Per chi fosse invece “un po’ meno datato” ricordiamo che quello di Fabbrica della Birra Perugia è un marchio molto importante per la nostra città, poiché rappresenta il più antico, nonché unico, esempio di fabbrica artigianale di produzione birraria della nostra regione, fagocitato poi da un noto marchio industriale che eviterò volentieri di citare. Parliamo di fine ’800 inizi ’900, tanto per capirci…L’intera operazione mostra l’estrema cura ed attenzione che i nuovi proprietari hanno messo nell’aspetto commerciale del rilancio. D’altronde le etichette parlano chiaro: stile semplice, pochi colori, simbolo univoco che raffigura il Grifo, emblema della città. Devo ammettere che le etichette non mi hanno fatto impazzire, da subito, soprattutto se paragonate a quelle di altre produzioni artigianali. Ma devo ammettere che sono un richiamo molto forte al marchio storico. Quello che cambia sicuramente è la location scelta per i locali di produzione. Non siamo più in centro, infatti, ma alla periferia di Perugia, precisamente nella zona artigianale di Pontenuovo di Torgiano. L’impianto è un due tini LAINOX, della capacità produttiva di circa mille litri, e due sono anche i fermentatori, da duemila, che ospitano quelle che sono attualmente le produzioni base dell’azienda: la golden ale, la birra chiara che fa e farà da ammiraglia, e la american red ale, birra dai chiari connotati made in USA con i luppoli a farla da padrone. Quest’ultima è oggetto di una costante revisione per cercare di raccogliere il maggior numero di consensi possibile, avvicinando la gente ad uno stile piuttosto inusuale, e  per questo incontra la nostra approvazione. In birrificio abbiamo trovato ad accoglierci Mauro,  il birraio, alle prese con la cotta della giornata. Poco dopo ci hanno raggiunto anche gli altri ragazzi. Ovviamente la visita è stata l’occasione per fare due chiacchere sull’impianto, la produzione, la durezza dell’acqua, che nelle nostre zone raggiunge livelli inauditi, ma anche per assaggiare in anteprima un paio di esperimenti davvero interessanti che mettono in luce quello che è l’estro creativo di Mauro: una versione speciale della Red Ale, con luppolatura massiccia di Citra, che magari qualcuno di voi avrà avuto modo di assaggiare in queste sere di jazz all’ Elfo, ed un’ American Wheat, fresca, dissetante e molto, molto profumata, che sarebbe l’ideale per le prossime calure estive…due birre che hanno incontrato in pieno i miei gusti. Probabilmente il nostro mercato,  perlomeno quello regionale, è ancora un po giovane ed impreparato per questo genere di birre. Ritengo sia normale, perlomeno in fase di avvio,  seguire le richieste di un pubblico più ampio possibile, soprattutto in considerazione dell’attuale congiuntura economica non proprio favorevole. D’altro canto, però, non si può nemmeno tralasciare l’importante opportunità che offre il settore in questo periodo di straordinaria espansione. Della serie “o lo fai adesso o sennò quando ti ricapita”?

 

In conclusione la mia impressione è stata sicuramente positiva. Di sicuro, per quello che mi riguarda, non siamo di fronte ad uno dei possibili fuochi fatui che ci fanno un po’ dubitare sulla reale espansione del movimento. Il progetto c’è,  è serio e ben radicato. I protagonisti sono giovani, con una forte passione ed un forte entusiasmo. Secondo me, se ci sarà il coraggio di osare un po’ di più potrebbero arrivare delle belle soddisfazioni, gli ingredienti ci sono tutti. In bocca al lupo.

Un anno di birre e nuove proposte

Posted by Paolo On July - 8 - 20135 COMMENTS

Un assaggio tra amici dell’ennesima nuova birra umbra mi ha dato lo spunto per riflettere sulla  situazione dei birrifici e delle birre apparse solo nell’ultimo anno nella nostra regione. E iniziando a fare i conti ho rischiato di perdermi. Il fatto è che dal luglio dello scorso anno c’è stato una crescita esponenziale nel settore ed è pertanto probabile che qualsiasi elenco risulti incompleto. Per quanto riguarda i birrifici con impianto proprio, dal luglio 2012 hanno iniziato la produzione (andando a memoria e non proprio in ordine strettamente cronologico) il birrificio Birra dell’Eremo, uno dei più attivi e dinamici, seguito a breve dal birrificio Caber, che si sta facendo conoscere sempre di più e che ha da poco infranto il tabù della grande distribuzione;  il birrificio Nursia, che non ha bisogno di grandi presentazioni essendo probabilmente il più noto birrificio monastico (vero) in Italia; il birrificio Flea e il birrificio Mulino dei Bianchi, di cui non ho ancora avuto modo di assaggiare nulla ma che sono partiti con convinzione e mezzi; il birrificio Birra Perugia, ultimo arrivato, ma che per  per scelta, a cominciare dal nome, punta a diventare un punto di riferimento nel perugino e non solo.
Non si tiene poi il conto delle beer firm, produttori che utilizzano l’impianto di altri birrifici esistenti.
Il primo è stato probabilmente il Birrificio Tuderte, che recentemente ha

rinnovato la produzione, poi è venuta la Looppolo,  progetto interessante illustrato nel sito internet dedicato. Praticamente concomitante è stata la Lake, birra realizzata utilizzando, tra gli ingredienti, la fagiolina del lago Trasimento. La provincia di Terni, che fino ad oggi sembrava rimasta fuori da questo fermento, ha da poco il suo produttore, il birrificio Alpan, di cui non si hanno ancora molti riferimenti. Tanto per non essere smentito, mentre chiudevo queste righe, è arrivato la notizia che giovedì 11 luglio, alle ore 21 al Bar Tender di Pian di Massiano ci sarà la

presentazione di un nuovo marchio, La Francescana, prodotto da Terre Umbre, che parte subito con tre birre diverse.

Alla fine di questa breve rassegna sorge spontanea una domanda. E’ vera gloria? La nascita di nuove attività imprenditoriali in un periodo di crisi è sicuramente un dato positivo. E’ però vero che proprio in questi tempi è facile pensare che sia possibile iniziare a produrre birra solo tenendo conto dei bussiness plan e senza in realtà avere un minimo di cultura e passione.  Il tempo come al solito selezionerà i produttori più motivati e preparati.

E la birra con cui ho iniziato l’articolo e che potete vedere nella foto i alto, a chi appartiene? Per adesso vi dico che è una birra nuova ma non troppo, realizzata da un produttore nuovo, ma non troppo :-) Chi indovina ha un’orzata pagata all’Efo Pub.

 

La birra del Conclave. Umbra naturalmente!

Posted by Paolo On March - 13 - 2013ADD COMMENTS

Non mi piace mischiare il sacro e il profano, soprattutto oggi che è una giornata speciale per la Chiesa Cattolica, ma la notizia, da un punto di vista birrario, è troppo ghiotta per passare sotto silenzio. La fonte è il blog dei Frati Benedettini di Norcia ed è stata confermata dal responsabile del birrificio. In pratica il giorno prima dell’apertura del Conclave, i Frati Benedettini di Norcia hanno fornito diversi scatoloni della loro birra alla Domus Santa Marta che ospita i Cardinali elettori. Non dubito che la birra sia stata sicuramente apprezzata,  e mi piace pensare che sia stata sorseggiata nei fitti e segreti colloqui che hanno preceduto la nomina del nuovo Papa anche se l’immagine forse non è ortodossa e canonica. Lasciatemi però coltivare l’illusione che, dopo un Papa che si è chiamato Benedetto, forse c’è un altro esile filo che lega questo Papa a Norcia. Un filo che porta ad una bottiglia di birra.

Torna la birra con il luppolo fresco

Posted by Paolo On October - 15 - 20122 COMMENTS

L’anno scorso la prova mi aveva un po’ deluso. La parte più interessante era stata la coltivazione e la raccolta del luppolo. Meno entusiasmante la riuscita della birra.  Non che fosse cattiva, ma con quasi mezzo chilo di luppolo fresco pensavo di ottenere un carattere più deciso. Invece di luppolo si avvertiva soltanto una vaga presenza .

Quest’anno ero indeciso se continuare con l’esperimento, ma ho scoperto che il luppolo è una pianta rustica e senza che facessi praticamente niente, mi sono trovato la parete nuovamente coperta dal rampicante.  La raccolta è avvenuta molto più tardi, il 15 settembre, perché ho dovuto aspettare una seconda fioritura, visto che la prima era stata seccata letteralmente dal caldo bestiale di quest’estate. Ho però raccolto circa 800 grammi di luppolo fresco (Hersbrucker e Magnum) che, visti i risultati dello scorso anno,  ho deciso di mettere tutto in un’unica cotta senza essiccare niente. La ricetta è una  ”svuotasacchetti”, nel senso che gli ingredienti sono stati in gran parte decisi in base agli avanzi di malto che avevo a disposizione.

Ingredients
Amt Name Type # %/IBU
1,74 kg Pale Malt (2 Row) UK (5,9 EBC) Grain 1 36,6 %
1,40 kg Wheat Malt, Ger (3,9 EBC) Grain 2 29,4 %
0,72 kg Rye Malt (9,3 EBC) Grain 3 15,1 %
0,70 kg Pilsner (2 Row) Ger (3,9 EBC) Grain 4 14,7 %
0,12 kg Chocolate Malt (886,5 EBC) Grain 5 2,5 %
0,09 kg Acid Malt (5,9 EBC) Grain 6 1,8 %

1 pkg Safale American (DCL/Fermentis #US-05) [50,28 ml] Yeast 10 -

Beer Profile

Measured Original Gravity: 1,052 SG
Measured Final Gravity: 1,012 SG
Actual Alcohol by Vol: 5,2 %
Est Color: 28,6 EBC

Il luppolo è stato diviso in tre parti quasi uguali la prima è stata gettata a 90, la seconda a 15 e la terza a 5 minuti . La birra è stata realizzata il 16 settembre e  imbottigliata il 04 ottobre e ieri ho aperto la prima bottiglia.

La sorpresa è stato l’amaro. Questa volta forte e quasi tagliente. Un erbaceo pungente seguito da un amaro persistente. Forse nel complesso poco equilibrato, ma per lo meno con un carattere deciso. La birra è marrone scuro e molto torbida, probabilmente a causa delle molte impurità portate da quasi 800 grammi di luppolo fresco. Col tempo dovrebbe migliorare.  Anche se non è una birra da concorso, direi che l’esperimento è stato positivo.

 

Birrificio Nursia, bella partenza.

Posted by Paolo On August - 17 - 20122 COMMENTS

Con questo caldo non servono grandi scuse per andare in montagna e provare a dimenticare la canicola della pianura. Se poi il giorno di ferragosto c’è l’inaugurazione del Birrificio Nursia,  allora la gita a Norcia è d’obbligo. L’idea sicuramente non  stata originale vista la folla che ci si è parata davanti in prossimità del birrificio, che è situato proprio dietro la Piazza centrale di Norcia. Che l’evento sia stato molto sentito è testimoniato non solo dal numero delle persone, ma anche dalle personalità presenti, in prima fila il sindaco di Norcia e l’arcivescovo della diocesi di Spoleto – Norcia, Mons. Renato Boccardo, che ha benedetto la struttura e i monaci, sottolineando nel breve discorso il motto del birrificio “Ut laetificet cor” (che il cuore ne possa essere allietato) che poi ben rappresenta lo scopo finale dell’attività dei Benedettini. Dopo i discorsi di prassi, i presenti sono stati guidati nella struttura e poi verso una zona  di degustazione allestita a qualche decina di metri di distanza, all’esterno della zona d’imbottigliamento. Inutile dire che la birra è stata letteralmente presa d’assalto dai presenti, anche se poi alla fine nessuno è rimasto a bocca asciutta. Il nuovo assaggio ci ha confermato l’eccellente impressione che ci aveva fatto in precedenza. Ottima la Chiara, dissetante ma non banale, con i caratteri del lievito in bella evidenza. Complessa e più strutturata la Extra, forse ancora un po’ dolce, ma che sicuramente darà il meglio con una piccola sosta in cantina. Con l’occasione sono stati resi pubblici i prezzi di vendita. La Chiara viene venduta in bottiglie da 33 cl al prezzo di € 3,20, mentre la Extra è disponibile solo in bottiglia da 0,75 al prezzo di 8,50 €. Buona la prima quindi e appuntamento alle prossime occasioni di degustazione delle birre del Birrificio Nursia. Per la cronaca, anche a Norcia c’erano 37 gradi, ma almeno non abbiamo sofferto la sete!

Birra Nursia…si parte!

Posted by Paolo On August - 7 - 2012ADD COMMENTS

A distanza di pochi giorni dalla precedente visita al nuovissimo birrificio di Norcia, siamo stati più che felici di accettare l’invito di Padre Benedetto per una nuova visita al Monastero, occasione graditissima per fare due chiacchiere sul panorama artigianale umbro e, perché no, per deliziarci con assaggi reciproci delle nostre produzioni “casalinghe”. Per noi già queste premesse da sole valgono più che abbondantemente la scusa per riunirci e partire verso qualsiasi destinazione, per di più se ci aggiungiamo anche un invito a pranzo ecco che vi siete guadagnati la nostra eterna amicizia. E questo secondo me Padre Benedetto deve averlo capito da subito (viste le nostre rosee e paffute gote…), perché dato l’orario dell’appuntamento prossimo a quello del pranzo, ha pensato bene di farci questa sorpresa che, nemmeno a dirlo, abbiamo pensato bene di accettare. Non avremmo voluto mai fare uno sgarbo ai nostri fratelli tonacati…

Ed eccoci quindi pronti per un sabato sicuramente diverso dagli altri, direzione Norcia.

Giornata calda, caldissima, di un torrido luglio che ormai ci attanaglia con la morsa delle sue temperature ben oltre i 30 gradi. Cerchiamo refrigerio con l’aria condizionata in macchina, ma niente da fare, ci vuole qualcosa di più, qualcosa tipo le spesse mura di un monastero e una birra fresca di ispirazione trappista. Trovate! Proprio al centro di Norcia. Per chi non fosse pratico parliamo proprio di Piazza San Benedetto, la piazza centrale del Paese. In una piccola traversa trova posto una piccola bottega di prodotti monastici: miele, tisane, ecc., e da qualche giorno a questa parte anche birra. Ci accoglie qui Padre Benedetto, e poi ci fa accomodare in una piccola saletta a lato adibita a sala degustazione: un frigo, un bel tavolo e alcuni dei libri “must” per ogni appassionato del settore, ambiente giustamente essenziale dove facciamo la conoscenza di altri religiosi tra cui Padre Francesco (che potete vedere nella foto) il vero “responsabile di produzione” e che verrà poi soprannominato da noi “il Frate Operaio”, anche a causa della vistosa tonaca blu che ci fa ricordare le tute blu del settore metalmeccanico. La conversazione parte subito spedita, anche grazie al primo assaggio della produzione monastica che devo dire mi ha subito impressionato. Parliamo di una golden belgian ale piuttosto classica, che presumiamo sarà il cavallo di battaglia della produzione, ma che mi ha colpito per la sua facilità di bevuta e per le note leggermente speziate da ricondurre sicuramente alla tipologia di lievito utilizzato. La sorpresa positiva continua poi anche con il secondo assaggio, la “produzione ambrata” dal carattere molto più deciso e dalla nota alcolica che si fa sentire ma non troppo (parliamo di un 10% alc.). A parer mio come stile potrebbe essere ricondotta ad una dubbel, sia per le note dolci apportate dai malti che per il grado alcolico piuttosto elevato. Devo dire che i sapori risultano ancora un po’ slegati ma di sicuro le bottiglie necessitano  di qualche giorno in più di maturazione che sicuramente bilancerà maggiormente il tutto. Da rivalutare magari in abbinamento ai prodotti di Norcineria che si possono trovare in ogni angolo della Città.

Tra una chiacchiera e l’altra ecco che arriviamo all’ora di pranzo, in quello che è un calendario scandito con precisione in ogni particolare e che i monaci tengono a rispettare meticolosamente, con rituali antichi e solenni come quelli che ci apprestiamo a raccontarvi. Così, prima di recarsi in refettorio, ci si riunisce nella cappella per la preghiera, rigorosamente in latino, si fa il lavaggio delle mani, all’uscita, e ci si siede a tavola, il tutto rigorosamente in silenzio. Lo stesso silenzio che ci accompagna per tutta la durata del pranzo, interrotto soltanto dalla lettura di dei canti prima e dopo il pasto e dalla voce di un monaco impegnato nella lettura di testi sacri e della vita dei santi. Sono bei momenti, devo ammetterlo, che ci colgono un po’ di sorpresa ma che aprono una finestra su di un mondo che finora non avevo mai osservato così da vicino. Piccola nota di colore, se è vero che i Monaci hanno abbandonato “i piaceri della carne” in tutti sensi, infatti sono vegetariani, è anche vero che tutte le pietanze sono molto buone, cucinate con semplicità e facendo uso di materie prime di qualità. D’altronde c’era da aspettarselo, viste le premesse con le produzioni brassicole. Per chi se lo chiedesse i Monaci normalmente pasteggiano con il vino, anche se credo che dopo il 15 agosto la birra sicuramente sarà più presente. Un bel regalo durante il pasto è stato di veder comparire (verrebbe da dire miracolosamente se, visto il contesto, l’affermazione non suonasse blasfema) dinanzi ai nostri piatti un bel bicchiere di Extra che si è accompagnato ottimamente alle portate.

E così arriviamo alla fine della nostra visita, ancora un po’ di tempo per qualche chiacchiera e per darsi appuntamento all’inaugurazione ufficiale del birrificio, che ricordiamo per tutti sarà mercoledì 15 agosto alle ore 16,30, presso il Monastero. Non c’è tempo questa volta di visitare l’impianto, anche perché i monaci vengono da una settimana “infernale” di triple cotte a ripetizione, e leggiamo con facilità la stanchezza trapelare dai loro occhi soddisfatti ma esausti. Siamo sicuri che ci saranno comunque altre occasioni di incontro e di scambio, leggerete presto altri aggiornamenti sulla prima birra quasi trappista umbra.

Un aggiornamento veloce perché mentre questo post stava venendo alla luce, è stato messo on line il sito web dedicato a Birra Nursia.

Filippo