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July - 2015
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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Archive for the ‘Birre e birrifici’ Category

Un salto da Birra BRO

Posted by Paolo On March - 13 - 2015ADD COMMENTS

Accennavo qualche giorno fa all’apertura del nuovo birrificio Birrra BRO a Terni per la settimana della birra artigianale. Come già detto il birrificio esiste da tempo come beer firm con il nome Alpan. Avevo già avuto modo di assaggiare le loro birre in varie occasioni e mi avevano colpito per la buona pulizia e piacevolezza. Del resto già il progetto iniziale era partito come collaborazione con il CERB di Perugia, che aveva curato le ricette. Oggi che i soci hanno deciso di camminare con le loro gambe, questa collaborazione è stata estesa anche alla progettazione dell’impianto produttivo, che è caratterizzato fin dalle prime cotte da soluzione tecniche che denotano una buna attenzione anche nei dettagli. Mi ha accolto al birrificio, la simpatica e estroversa Elisabetta, uno dei soci, che mi ha fatto da cicerone illustrandomi il sito produttivo e le scelte tecniche utilizzate. L’impianto da 1.000 litri, realizzato dalla AZ inox, il sito di macinatura distaccato dalla sala cottura e collegato meccanicamente, l’impianto di imbottigliamento, le sale di rifermentazione e stoccaggio divise  tra loro, danno subito l’idea di un progetto ragionato attentamente a tavolino e pensato per un’orizzonte di lunga durata. Le birre attualmente sono due: la Mania e la Alpan, che ha ripreso il vecchio nome. Ho assaggiato la Mania, birra diversa da quella che ricordavo, ma sempre pulita e gradevole. Molto interessante la collaborazione del birrificio con la gastronomia di qualità che si concretizza nel gemellaggio con “Mangia solo italiano” un distributore che si occupa di trovare nel territorio piccoli produttori di formaggi  prodotti tipici di qualità che devo dire ho apprezzato molto.

Bella partenza quindi e siamo sicuri che, vista la passione che hanno saputo mostrare, nel prossimo futuro i “BRO” ci stupiranno favorevolmente.

Paolo

Grandi i birrifici umbri a Rimini!

Posted by Paolo On February - 21 - 2015ADD COMMENTS

Oggi è iniziato a Rimini, quest’anno in versione “autonoma” da altre manifestazioni, Beer Attraction, (ex Rexx, ex Pianeta birra ecc.), forse la più importante rassegna sulla birra italiana di qualità e, come ogni anno, Unionbirrai organizza in concomitanza il concorso Birra dell’anno, sicuramente la competizione più prestigiosa in Italia, particolarmente affollata quest’anno visto la presenza di ben 800 birre iscritte, circa il 30% in più rispetto allo scorso anno. Ancora non è nota la classifica ufficiale di tutte le categorie in concorso, ma le prime notizie che arrivano da Rimini sono molto positive. Infatti i birrifici umbri anche in questa occasione si sono fatti valere. L’anno scorso

infatti il birrificio Birra dell’Eremo aveva conquistato un eccellente secondo posto con la Magnifica nella categoria APA. Quest’anno non solo birra dell’Eremo ha confermato tale posizione, con l’ottima Nobile nella categoria
“Golden Ale”, ma addirittura Birra Perugia ha vinto il primo premo, aggiudicandosi il titolo di birra dell’anno sempre nella categoria “APA”  con la Calibro 7!
Conoscendo bene queste due birre non ci stupiamo, trovandole da sempre eccellenti. Il risultato però ci fa piacere perché conferma  il trend in qualitativo che questi due birrifici hanno  intrapreso e che si spera trascini anche altri microbirrifici presenti in Umbria.

Paolo

 

Piccoli birrifici umbri: il birrificio Diecinove

Posted by Paolo On February - 9 - 2015ADD COMMENTS

E’ un dato di fatto che il mercato della birra in Italia e in Umbria sia ancora in forte crescita. L’altro giorno, passando in rassegna i birrifici con impianto proprio, sono

arrivato a contarne 17 attivi e forse non sono neanche tutti. A questi devono poi aggiungersi i birrifici che si appoggiano all’impianto di altri, i cosiddetti beer firm, che sono un numero non ben definito ma certamente consistente. Tra i nuovi arrivati mi ha incuriosito un microbirrificio situato nel centro storico di Spello, il birrificio Diecinove, che fino ad ieri però non avevo avuto l’occasione di visitare. Sabato mattina ho deciso di rimediare. Trovarli è facile, visto che il birrificio si trova all’inizio dell’abitato, in via Sant’Angelo, un vicolo subito dopo la porta del paese che conduce nel centro storico. Nel punto vendita annesso al piccolo laboratorio, ho trovato tre dei quattro soci, Luca, Cesare e Matteo. Mancava Emanuele, il presidente, che si trovava presso la sede della società a Latina. Infatti il birrificio rappresenta una delle attività della Cooperativa Impulso, che pur essendo ormai attiva nel nostro territorio, si è costituita nella provincia di Latina e lì ha conservato la sede legale. Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Luca, che mi ha illustrato la produzione attuale e i progetti futuri,mostrandomi anche il laboratorio, che è veramente piccolo. Del resto, avendo scelto di situarsi nel centro storico di un paese come Spello, quello attuale è sicuramente un compromesso tra le esigenze produttive e gli spazi che il paese poteva proporre. In ogni caso, secondo quanto si legge sul sito, la produzione attuale mensile è di circa 18 ettolitri, neanche pochi  se si considera l’impianto. Il birrificio si vuole caratterizzare per l’utilizzo di materie prime del territorio, andando a riscoprire frutti e prodotti anche in disuso, come carrube, sorbe, nespole ecc. Attualmente sono in produzione due birre: l’Ambrata con miele e fichi e la Scura alla carruba. Birre tutto sommato semplici e godibili, ma sulle quali forse i ragazzi dovrebbero osare un di più per dargli quel carattere che ci si aspetterebbe dall’utilizzo di prodotti non proprio convenzionali. A breve dovrebbe anche entrare in produzione una terza birra con i fiori di sambuco. Carino il punto vendita, che fa anche mescita. Non c’è però, almeno per il momento, l’impianto di spillatura.

In bocca al lupo ai ragazzi del Diecinove, per la loro scommessa commerciale, incentrata sul territorio e che sono sicura non li deluderà.

Paolo

Per informazioni:

Birrificio Diecinove
sito: http://www.cooperativaimpulso.it
tel. 0742847494
email coop.impulso@gmail.com

Mettere insieme e far dialogare mondi apparente lontani, uniti tuttavia dalla ricerca dell’eccellenza e da un territorio comune. Nasce con questo obiettivo il Barley Wine di Birra Perugia. Anzitutto la birra, davvero molto particolare, di grande struttura e gradazione alcolica, appare ideale in questo periodo dell’anno grazie al suo tocco invernale. Una birra da invecchiamento, addirittura, che si appresta a diventare un regalo di Natale originale e appetibile. Un vero e proprio “vino d’orzo”, omaggio dichiarato al nettare di Bacco, da sempre familiare al territorio in cui si trova il birrificio. Le vicine colline di Torgiano sono notoriamente vocate alla viticoltura e ospitano una delle cantine italiane più rappresentative nel mondo: Lungarotti.

E’ proprio con questa realtà che Birra Perugia ha avviato una bella collaborazione. Una volta usate per i loro grandi vini, le barrique Lungarotti vengono impiegate per l’affinamento di questa birra speciale. La sosta nelle botti può durare anche diversi mesi, prima dell’imbottigliamento. E’ qui che il cerchio si chiude con un’altra eccellenza del territorio. Birra Perugia, infatti, si trova esattamente fra Torgiano e Deruta, celebre nel mondo per le sue ceramiche d’autore. Inevitabile, dunque, pensare a bottiglie di ceramica per una birra che ha conosciuto i legni del vino di Torgiano.

Quest’anno le bottiglie, ideate con il prezioso supporto della designer Marta Toni, sono state realizzate dagli allievi della Scuola d’Arte Ceramica “Romano Ranieri”, sotto la direzione dell’artista Nicola Boccini. Il risultato è straordinario: 200 bottiglie numerate, in Gres porcellanato, smaltate con nero opaco a1250° C e sigillate con tappo meccanico.

“Siamo orgogliosi di questo progetto – fa sapere lo staff di Birra Perugia -. Teniamo particolarmente al dialogo territoriale e vogliamo mettere insieme molte esperienze che parlano la lingua di casa nostra, in sinergia con il meglio che troviamo intorno a noi. In più questo Barley Wine è qualcosa di davvero raro: si tratta di una birra invernale, molto complessa e strutturata, con profumi di frutta secca, agrume candito e spezie. L’alta gradazione alcolica la rende compagna di piatti strutturati e formaggi stagionati, ma noi la amiamo anche come birra da meditazione, davanti al caminetto.

Dove si trova? Le poche bottiglie disponibili si possono acquistare nella nostra bottega, direttamente al birrificio di Pontenuovo di Torgiano

(www.birraperugia.it – tel. 075 988 8096)”.

 

Gesti semplici e profondi al tempo stesso. Birra, vino, ceramica e soprattutto territorio si fondono in questo Barley Wine che pare incarnare alla perfezione lo slogan di Birra Perugia: “bevi per ricordare”.

David Cucco

La guida MOBI ai locali birrari: l’Umbria

Posted by Paolo On September - 16 - 2014ADD COMMENTS

E’ da un po’ che se ne parla e finalmente, dopo varie traversie, al Villaggio della Birra  è stata presentata la “Guida MOBI ai locali birrari”, il primo vero tentativo di realizzare una guida “definitiva” dei migliori locali in Italia che trattano la nostra bevanda preferita. Qualche altro tentativo era stato fatto,  ma in realtà per lo più si è trattato di pubblicazione, magari ottime, ma sempre parziali e, occorre dirlo, a volte non sempre limpide nella scelta delle logiche seguite. La guida del MOBI ha invece il pregio di nascere “dal basso” in quanto frutto  dalle segnalazioni e dalle recensioni di moltissimi appassionati che si riconoscono nel Movimento Birrario Italiano, la più grande associazione italiana e una delle più grandi in Europa. Se si considera questo, il lavoro di coordinamento e di cernita fatto da Massimiliano Faraggi e Sergio Riccardi, ma anche da altri volontari, è stato notevole e faticoso. Un ruolo importante lo ha avuto il forum che è servito da aggregatore. Il risultato, anche se non perfetto, rappresenta però veramente quanto di meglio l’appassionato di birra possa cercare in una guida come completezza e come affidabilità. Noi, io e Filippo in particolare,  abbiamo fatto la nostra parte, curando la parte dell’Umbria e scrivendo la recensioni  dei locali presenti nella guida e anche di quelli tenuti fuori. Prima che qualcuno se la possa prendere con noi per l’esiguità dei locali presenti e magari di qualche esclusione, va detto che gli standard dettati dal MOBI erano decisamente alti, una scelta rigorista che comunque ci sentiamo di approvare in pieno, in quanto ha permesso di fare piazza pulita di tutta quella selva di locali che sotto l’etichetta, adesso di gran moda, “artigianale”, somministrano varie porcherie industriali. Alcune assenze di rilevo dipendono poi dal fatto che la chiusura della guida è avvenuta parecchi mesi fa e pertanto alcune nuove attività, come il Beericcio o l’Umami, anche se da noi recensite, hanno trovato spazio solo come segnalazione. Per altri casi, come l’Emporio del gusto, che è stato completamente tenuto fuori, probabilmente si è trattato di una svista in fase di stampa perché risultava  tra i locali recensiti ed approvati. Vedremo di segnalare  l’errore in modo da rimediare per le prossima versione.  Un altro problema creato dai lunghi tempi di stampa è che alcuni locali nel frattempo purtroppo hanno chiuso o hanno avuto dei cambi di impostazione che rende non più attuale quello che è stato scritto. La cosa si rimedierà, perché quello della guida è un cantiere sempre aperto e potenzialmente sempre aggiornabile, tanto che posso dire che già si parla di una versione online dove sicuramente i difetti segnalati saranno superati. Se qualcuno avesse delle segnalazioni da farci per le prossime versioni, saremmo lieti di prenderle in considerazione. Chi fosse interessato ad acquistarla la può trovare sul sito del MOBI  oppure sui canali online consueti come IBS o Amazon

PS – L’Emporio del gusto non è stato tenuto fuori. Per errore è finito nelle Marche

Birrificio Superbum a Perugia

Posted by Paolo On March - 31 - 2014ADD COMMENTS

Bella serata venerdì 28 marzo all’Elfo. Ospite il birrificio Superbum di Tivoli con i due soci – birrai: Giorgio e Mirko. Si sa che la superbia è un peccato capitale ed in effetti la modestia non è proprio la caratteristica principale dei due giovani soci, molto coinvolti nel descrivere le proprie creature, ma visto l’entusiasmo e soprattutto la qualità delle prime uscite, è un peccato che si perdona facilmente. In realtà Tibur  Superbum è il nome che venne  dato da Virgilio nell’Eneide a Tivoli, città dove si trova la sede del birrificio e dove da settembre avrà inizio definitivo la loro avventura. Per il momento infatti Giorgio e Mirko, seguendo una tendenza oggi molto diffusa, si appoggiano ad altri birrifici per la realizzazione delle ricette che, tengono a sottolineare, sono totalmente frutto della loro inventiva. Ed in effetti le tre birre assaggiate non

lasciano indifferenti: la Blondie è una belgian blond ale con buccia d’arancio amaro e dolce e aggiunta di frumento.Diversamente da come si potrebbe pensare guardando gli ingredienti, non si si tratta di una blanche canonica, perché in realtà caratterizzata dai lieviti che la fanno avvicinare di più, come da definizione,  ad una belgian blond ale. In ogni caso divertente e pericolosamente beverina. Come particolare e divertente è la Invasion, una American Pale Ale, contenuta negli IBU ma dominata al naso e al gusto da un generoso dry hopping di Sorachi Ace. Classica, e  per questo anomala viste le attuali tendenze, la terza birra:  la B-Ter, una bitter in puro stile inglese che sorprende per la sua aderenza allo stile e per la sua bevibilità. Di questa in realtà abbiamo avuto modo di assaggiarne due versioni: con e senza dry hopping. Tutte e due molto buone e ben realizzate, anche tenendo conto della difficoltà dello stile. Che dire quindi. Decisamente un buon inizio che fa ben sperare un futuro peno di birre da degustare magari ancora una volta all’Elfo.

Consigli per gli acquisti di Natale

Posted by Paolo On December - 22 - 2013ADD COMMENTS

Il pretesto per queste due righe, me lo ha dato la notizia dell’uscita di ben due barley wine dai nostri birrifici. Il barley wine è una tipologia di birra di tradizione anglosassone, le cui origini risalgo almeno al XVIII secolo, di alto tenore alcolico e di grande complessità e ricchezza sia gustativa che olfattiva, adatte per le serate d’inverno vicino al caminetto o per chiudere in bellezza uno dei tanti banchetti che ci attendono in questi giorni. La similitudine con il vino, oltre che per il grado alcoolico, è data dal fatto che spesso, anche se non necessariamente, la birra viene lasciata  maturare a lungo in botti di legno da cui acquista molti sentori e caratteristiche. Il fatto che ben due nostri giovani birrifici si siano cimentati con questo stile, non molto consueto e di non facile interpretazione, ci gratifica e ci lascia sperare bene per il futuro. Venendo ai dettagli. Il primo barley wine ce lo presenta Birra dell’Eremo. Si chiama Brace, ed ha la particolarità di essere affinato in botti di Sagrantino di Montefalco. Non abbiamo avuto ancora modo di assaggiarlo, ma chi lo ha fatto ne ha parlato molto bene. E’ prodotto in sole 700 bottiglie da 0,33 litri e quindi, se volete approfittarne, dovete correre. Lo trovate probabilmente ancora all’Elfo Pub a Perugia, dove è stato presentato ieri, o contattando direttamente il birrificio (info@birradelleremo.it)

L’altro barley wine, ci viene proposto invece da Birra Perugia in due versioni: una maturata in acciaio e una invece affinata nelle botti della  Riserva Vigna Monticchio delle Cantine Lungarotti Torgiano.  Questa seconda versione si presta particolarmente per un regalo, perché confezionata in sole 189 bottiglie in ceramica di Deruta realizzate dell’azienda Grazia, nota e antica azienda del settore.  Abbiamo assaggiato quello maturato in acciaio, in occasione dell’apertura della Bottega del birrificio è ci è piaciuto molto anche se, essendo una  prima uscita, era presente ancora qualche spigolo che con il tempo sicuramente svanirà. Va infatti ricordato che i barley wine sono una delle poche tipologie di birra che con l’invecchiamento  tendono a migliorare. Lo trovate presso la Bottega del birrificio  in Via Tiberiana n. 20 – Pontenuovo di Torgiano.

Volendo continuare i consigli per gli acquisti, anche il Birrificio Artigianale di Montefalco ha realizzato una birra per le festività natalizie. Si chiama, non a casa,  Sannicola ed è  una american pale ale più robusta e luppolata, da bere con gli amici durante le tombolate magari assieme alla Sanchoc, la loro porter con l’aggiunta di cacao amaro. Per info: dalbirraio@hotmail.it

Non posso chiudere questa breve rassegna senza citare la birra che, anche se non prodotta appositamente per il Natale, a mio parere  richiama per la particolarità del luogo di produzione e per l’unicità dei birrai, lo spirito di questi giorni. Regalo perfetto  secondo me è la Extra, del birrificio Birra Nursia dei monaci Benedettini di Norcia. Una birra complessa e di buon tenore alcolico, che ricorda le dubbel belghe e che magari potrete acquistare  direttamente al negozio del monastero, accanto alla Basilica di San Benedetto a Norcia.

Se avete altri suggerimenti contattateci pure.

Buone feste

La redazione di Umbriabirra

La notizia non è freschissima ma non può passare sotto silenzio. All’ultimo European Beer Star, uno dei concorsi internazionali di maggior rilievo la cui premiazione si è tenuta pochi giorni fa, l’Italia, confermando il trend positivo di questi ultimi anni, ha vinto ben 13 medaglie di cui 7 d’oro. Di rilievo i nomi dei birrifici vincitori, primo tra tutti con tre ori il birrificio del Ducata, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che si distingue da anni nel panorama italiano. La grande sorpresa della manifestazione, come sottolineato anche da Cronache di birra, è venuta però dal nostro birrificio Fabbrica della Birra Perugia, che dopo neanche un anno dall’apertura, guadagna una bella medaglia d’oro nella categoria English Style Golden Ale (summer ale) con la  ”Goden ale“, birra che abbiamo avuto il piacere di assaggiare e appezzare in varie occasioni. Complimenti di nuovo ai ragazzi di Birra Perugia, con l’augurio che questa sia solo la prima di una lunga serie di soddisfazioni.

BEEROCK, bello ma ….

Posted by Paolo On July - 19 - 20135 COMMENTS

Sono appena tornato da BEEROCK, rassegna delle birre umbre accompagnate da musica e, aggiungo io, belle porzioni di cibo, che si svolge a Viole d’Assisi fino a domenica. L’idea è buona, la manifestazione ha potenzialità, però non so con il rock, ma con la birra c’entra poco. Non perché non ci sai. Le birre presenti coprono gran parte della produzione umbra: San Biagio,  Flea, Caber Beer, Magalotti,  Birra Perugia, Camiano ( in realtà il birrificio che ha rilevato la produzione e di cui magari parleremo in seguito), Birrificio Artigiano, Birra dell’Eremo. Il problema è secondo me sempre lo stesso. La birra è solo il contorno di qualcos’altro, un elemento che serve solo da richiamo e come tale viene trattata. Non è presente un impianto alla spina neanche a pagarlo oro, solo bottiglie che spesso risentano molto di più dei problemi legati al tempo e alla conservazione. Grave è che non sia presente nessun rappresentante dei birrifici scelta, da quello che mi dicono, voluta ed imposta dagli organizzatori, per cui non è possibile sapere nulla di quello che si stava bevendo o solo fare due chiacchiere con i produttori, fatto questo che non ha senso per una manifestazione che si presenta come rassegna regionale. In ogni stand sono presenti graziose fanciulle, vestite tutte uguali, che però si limitano a:  ”vuole quella scura o quella chiara leggera” non per mancanza di volontà sia chiaro, ma per mancanza di (in)formazione. Per concludere poi, il prezzo secondo me è anche elevato visto i presupposti: 3 euro per la birra piccola e 5 per la media (quantità non ben individuate). Scrivo questo sia chiaro non per il gusto spocchioso di criticare, ma perché mi piacerebbe che il prossimo anno anche l’appassionato di birra potesse trovare qualche motivo in più per venire a Viole. Quindi buona l’idea ma, per quanto riguarda la birra, rimandati tutti a luglio 2014.

 

Fabbrica della Birra Perugia, la nostra visita.

Posted by Filippo On July - 10 - 20131 COMMENT

 

Anche se con un po’ di ritardo, vi racconto la nostra visita al neonato birrificio del Capoluogo, Fabbrica di Birra Perugia. In realtà possiamo dire che con alcuni dei ragazzi di Birra Perugia ci conosciamo già da da un po di tempo, ancora prima che fosse presentata ufficialmente la loro prima birra, qualche mese fa. Eh si, perché in realtà è da parecchio tempo che si sente parlare di questo celeberrimo birrificio, che ha avuto si un lungo stadio embrionale ma anche la lungimiranza di riacquistare un famoso e storico marchio del nostro capoluogo, che i più nostalgici ricorderanno sicuramente anche con un filo di malinconia …Per chi fosse invece “un po’ meno datato” ricordiamo che quello di Fabbrica della Birra Perugia è un marchio molto importante per la nostra città, poiché rappresenta il più antico, nonché unico, esempio di fabbrica artigianale di produzione birraria della nostra regione, fagocitato poi da un noto marchio industriale che eviterò volentieri di citare. Parliamo di fine ’800 inizi ’900, tanto per capirci…L’intera operazione mostra l’estrema cura ed attenzione che i nuovi proprietari hanno messo nell’aspetto commerciale del rilancio. D’altronde le etichette parlano chiaro: stile semplice, pochi colori, simbolo univoco che raffigura il Grifo, emblema della città. Devo ammettere che le etichette non mi hanno fatto impazzire, da subito, soprattutto se paragonate a quelle di altre produzioni artigianali. Ma devo ammettere che sono un richiamo molto forte al marchio storico. Quello che cambia sicuramente è la location scelta per i locali di produzione. Non siamo più in centro, infatti, ma alla periferia di Perugia, precisamente nella zona artigianale di Pontenuovo di Torgiano. L’impianto è un due tini LAINOX, della capacità produttiva di circa mille litri, e due sono anche i fermentatori, da duemila, che ospitano quelle che sono attualmente le produzioni base dell’azienda: la golden ale, la birra chiara che fa e farà da ammiraglia, e la american red ale, birra dai chiari connotati made in USA con i luppoli a farla da padrone. Quest’ultima è oggetto di una costante revisione per cercare di raccogliere il maggior numero di consensi possibile, avvicinando la gente ad uno stile piuttosto inusuale, e  per questo incontra la nostra approvazione. In birrificio abbiamo trovato ad accoglierci Mauro,  il birraio, alle prese con la cotta della giornata. Poco dopo ci hanno raggiunto anche gli altri ragazzi. Ovviamente la visita è stata l’occasione per fare due chiacchere sull’impianto, la produzione, la durezza dell’acqua, che nelle nostre zone raggiunge livelli inauditi, ma anche per assaggiare in anteprima un paio di esperimenti davvero interessanti che mettono in luce quello che è l’estro creativo di Mauro: una versione speciale della Red Ale, con luppolatura massiccia di Citra, che magari qualcuno di voi avrà avuto modo di assaggiare in queste sere di jazz all’ Elfo, ed un’ American Wheat, fresca, dissetante e molto, molto profumata, che sarebbe l’ideale per le prossime calure estive…due birre che hanno incontrato in pieno i miei gusti. Probabilmente il nostro mercato,  perlomeno quello regionale, è ancora un po giovane ed impreparato per questo genere di birre. Ritengo sia normale, perlomeno in fase di avvio,  seguire le richieste di un pubblico più ampio possibile, soprattutto in considerazione dell’attuale congiuntura economica non proprio favorevole. D’altro canto, però, non si può nemmeno tralasciare l’importante opportunità che offre il settore in questo periodo di straordinaria espansione. Della serie “o lo fai adesso o sennò quando ti ricapita”?

 

In conclusione la mia impressione è stata sicuramente positiva. Di sicuro, per quello che mi riguarda, non siamo di fronte ad uno dei possibili fuochi fatui che ci fanno un po’ dubitare sulla reale espansione del movimento. Il progetto c’è,  è serio e ben radicato. I protagonisti sono giovani, con una forte passione ed un forte entusiasmo. Secondo me, se ci sarà il coraggio di osare un po’ di più potrebbero arrivare delle belle soddisfazioni, gli ingredienti ci sono tutti. In bocca al lupo.