23
August - 2017
Wednesday
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Umbria Birra

Bere birra in Umbria

Archive for the ‘Homebrewing/Umbrewing’ Category

In questi anni di frequentazioni birrarie ho conoscituo molti homebrewer: bravi, originali, ipertecnici ecc, ma devo dire che Filiberto li batte tutti. Innanzitutto perché lui non è un homebrewer, ma, come tiene a precisare, un “birraiolo”. E poi perchè con lui il concetto di “fatto in casa” assume un significato diverso. Quante persone conoscete che producono in casa anche il malto d’orzo o di frumento e raccolgono il luppolo selvatico per fare la birra? Per questo, quando per il secondo anno ha riproposto il concorso per premiare il miglior birriolo, chiaramente non ho avuto dubbi. Con molto piacere annuncio quindi che il 09 luglio a Belfiore di Foligno, dalle ore 19:00 (da confermare) in poi presso i locali dell’Unione Sportiva Berlfiore, si terrà la seconda edizione di “Re Birraiolo” concorso per homebrewer birrioli umbri e non solo che vedrà sfidarsi i più agguerriti produttori casalinghi. La formula è semplice. Ad ogni partecipante verrà assegnato un banchetto dove oltre a proporre le proprie creazioni, si dovrà convincere la giuria popolare di essere per qualche motivo il migliori. Durante la serata, la proloco di Belfiore preparerà anche prelibatezze culinarie per accompagnare le bevute. Il primo premio consiste nello ”SCETTRO del RE BIRRAIOLO cover di una vecchia pala Irlandese per mescolare trebbie alta 100 cm. Prodotta artigianalmente, con legno pregiato, da un famosissimo artista della zona”. Assolutamente da non perdere: se siete birraioli perchè è un’occasione per stare insieme, e se siete solo curiosi perchè si tratta di una festa che non vi deluderà.

Per dettagli e partecipazione  consultate la pagina facebook dell’evento, quella di Filiberto la nostra. Oppure scrivete a info@umbriabirra.org

Paolo

Il raduno homebrewer di domenica 12 marzo

Posted by Paolo On March - 8 - 2017ADD COMMENTS

Come avevo accennato in precedenza, domenica prossimo saremo impegnati in un altro evento  che  è diventato un appuntamento fisso per la settimana della birra artigianale e cioè il VI raduno degli amanti della birra di qualità, homebrewer o aspiranti tali che si terrà a Perugia domenica 12 marzo 2016 dalle ore 21,00 all’Elfo Pub.

La formula è ormai consolidata: gli homebrewer proporranno le loro creature che a turno saranno assaggiate dagli altri birrificatori casalinghi e dai presenti, visto che la serata è aperta a tutti gli appassionati di birra, anche a chi non la produce in casa ma ha la curiosità di capire come si realizzi o anche a chi  semplicemente piace bere bene. Il tutto chiaramente i allegria e senza formalità. In ogni caso, unica protagonista della serata sarà la birra fatta per passione.

La serata non prevede quote di partecipazione, se non il pagamento delle eventuali consumazioni dalla carta del Pub, ed è come dicevo, aperta a tutti. Quest’anno, per cercare di dare un po’ d’ordine agli assaggi, chi volesse partecipare sarebbe opportuno che segnali la propria presenza e le birre che vorrà portare. Saranno comunque ben accetti anche gli arrivi dell’ultimo minuto.

Per adesioni o informazioni potete rivolgervi a info@umbriabirra.org o sulla pagina facebook dell’associazione.

Paolo

La cotta pubblica di lunedì

Posted by Paolo On March - 3 - 2017ADD COMMENTS

Come scrivevo ieri, lunedì 06 marzo iniziamo la Settimana della birra artigianale con la ormai tradizionale cotta pubblica. Dopo Old ale, e Rauchbier, quest’anno andiamo sul classico proponendo una Oatmeal stout, una tipologie che generalmente incontra un buon successo anche a chi non ama le scure, perché il corpo della birra, sempre caratterizzato dai malti torrefatti, risulta più morbido e “setoso” grazie alla presenza dell’avena. La realizzazione, come per quasi tutte le birre inglese, è abbastanza lineare, dovendo fare una soltanto una infusione singola ed il mash-out. Chi volesse saperne di più deve solo venire all’Elfo lunedì.

La ricetta:

Recipe: Elfo Oatmeal Stout 

Style: Oatmeal Stout
TYPE: All Grain

Recipe Specifications

Batch Size (fermenter): 12,00 l
Estimated OG: 1,052 SG
Estimated Color: 78,1 EBC
Estimated IBU: 24,6 IBUs
Boil Time: 60 Minutes

Ingredients:
————
Amt Name Type # %/IBU
1,90 kg Pale Ale Malt Maris Otter (5,9 EBC) Grain 1 68,8 %
0,40 kg Oats, quick Flaked (2,0 EBC) Grain 2 14,5 %
0,20 kg Caramel/Crystal Malt – 80L (187,0 EBC) Grain 3 7,2 %
0,15 kg Chocolate Pale (650,0 EBC) Grain 4 5,3 %
0,12 kg Roasted Barley (1660,0 EBC) Grain 5 4,2 %
12,00 g Goldings, East Kent [3,00 %] – Boil 90,0 Hop 6 8,8 IBUs
16,00 g Goldings, East Kent [3,00 %] – Boil 30,0 Hop 7 8,5 IBUs
20,00 g Fuggles [3,20 %] – Boil 15,0 min Hop 8 7,3 IBUs
0,5 pkg London Ale III (Wyeast Labs #1318) [124, Yeast 9 -

 

 

Come abbiamo detto parlando dell’evento di giovedì sulla birrificazione in botte, anche quest’anno è arrivata la Settimana della birra artigianale. Dal 6 al 12 marzo ci aspettano giorni intensi e pieni di appuntamenti. Oltre al Fermentum Umbrae II tanti gli eventi previsti nelle nostre zone e anche per noi una settimana intensa che ci vedrà protagonisti in più occasioni.

Iniziamo subito il giorno dell’apertura, lunedì 06 marzo alle ore 21,00 con l’ormai rituale Cotta pubblica all’Elfo Pub, un evento pensato per illustrare le varie fasi della produzione della birra, ma soprattutto per stare insieme e per scambiarci idee e opinioni. Con lo stesso spirito anche quest’anno domenica 12 marzo dalle 21,00 si terrà l’annuale raduno homebrewer sempre all’Elfo Pub, appuntamento ormai tradizionale arrivato alla VI edizione, aperto a tutti, non solo ai birrificatori casalinghi ma anche a chi si vuole avvicinare a questo mondo,  curiosi, amici e amici degli amici!

Tanti comunque gli eventi in Umbria, che potete controllare sul sito della Settimana della birra che vi invito a consultare e che coinvolgono un po’ tutto il territorio regionale. Protagonisti, fino ad ora in evidenza, Don Navarro, Birrificio Altotevere, Elfo Pub, Arcomincio a Narni, Beericcio a Spello  e sono sicuro che altri eventi si accoderanno.

Noi vi aspettiamo all’Elfo. Nei prossimi giorni pubblicheremo qualche dettaglio in più

Paolo

Fai una porter, ma … robusta – l’iscrizione

Posted by Paolo On September - 12 - 2016ADD COMMENTS

Il 29 settembre si avvicina ed è arrivato il momento di scaldare i motori. Cosa succede il 29? Vi rinfresco la memoria. Intano per chi volesse partecipare invio il link per il form.

IL FORM

Ricordo che la partecipazione è gratuita ed aperta anche a chi la birra non la fa ma la beve. Nella serata non si degusteranno solo porter , ma anche le altre birre di tutti gli homebrewer presenti, anche non partecipanti al concorso.

Paolo

Ad ogni raduno homebrewer, finita la festa, ci lasciamo pensando a quello successivo. Quest’anno qualcuno ha suggerito per l’incontro di fine estate di darci un tema, uno stile di birra da brassare tutti ognuno alla propria maniera, e l’idea è stata approvata con entusiasmo. Selezionate come tipologia le birre con malti tostati, abbiamo lasciato al caso la scelta dello stile che è stata estratta a sorte  tra gli stile del BJCP del 2008 e del 2015.  La dea bendata ha scelto la “robust porter”, stile non molto diffuso che al momento ci ha spiazzati ma anche incuriositi. Fissato il “tema”, il passo successivo è stato praticamente automatico. Dovendo presentare tutti la stessa birra, abbiamo pensato di fare un concorso per premiare la migliore robust porter.

E’ quindi con orgoglio che annuncio il primo concorso “Umbrewer” per birrificatori casalinghi che si terrà il 29 settembre 2016 all’Elfo Pub di Perugia. La birra da realizzare sarà una robust porter secondo i canoni fissati dal BJCP 2008 cat. 12B. L’evento è aperto a tutti, anche agli homebrewer delle altre regioni, ma con un solo vincolo: trattandosi di un concorso legato ad un incontro tra homebrewer, dovrà essere necessariamente presente il birraio o qualcuno che in ogni caso illustri la birra. Le birre quindi non potranno essere spedite per posta. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione dovrà avvenire inviando una email a info@umbriabirra.org oppure con un messaggio sul gruppo facebook “Umbrewer” entro il 24 settembre specificando il nome della birra e del birraio. Sono ammesse birre realizzate con il metodo E+G e all grain. Non le birre da Kit.

Più avanti daremo qualche altro dettaglio. Chi vuole partecipare inizi a tirare fuori il mulino che ancora è in tempo.

 

Cotta pubblica di lunedì

Posted by Paolo On March - 2 - 2016ADD COMMENTS

Come scrivevo l’altro ieri, apriamo la settimana della birra artigianale con la cotta pubblica all’Elfo Pub. La ricetta che proponiamo quest’anno è ancora una volta uno stile non molto diffuso ma con un storia antica. L’anno scorso abbiamo proposto una old ale, che poi alla prova dei fatti si è dimostrata una birra più che decente. Quest’anno invece vogliamo spostarci in Germania proponendo una rauchbier, stile che trova la sua origine a Bamberga in Franconia e che ha nella Schlenkerla Rauchbier Märzen la sua birra più caratteristica. La ricetta, che ho provato già a casa altre volte, vuole clonare proprio quest’ultima birra e, anche se oggettivamente non ci riesce, costituisce un buon tentativo di imitazione. Per chi volesse provarla a casa, mi sento solo di consigliare di fare attenzione alla freschezza del malto, visto che il sentore di affumicato con il tempo tende a svanire.

La ricetta:

Recipe: Rauch-Elfo
Brewer: Umbriabirra
Style: Classic Rauchbier
TYPE: All Grain
Recipe Specifications

————————–
Boil Size: 16,52 l
Post Boil Volume: 12,48 l
Batch Size (fermenter): 12,00 l
Bottling Volume: 12,00 l
Estimated OG: 1,050 SG
Estimated Color: 37,4 EBC
Estimated IBU: 26,4 IBUs
Brewhouse Efficiency: 68,00 %
Est Mash Efficiency: 68,0 %
Boil Time: 90 Minutes

Ingredients:
————
Amt Name Type # %/IBU
2,46 kg Smoked Malt (17,7 EBC) Grain 1 83,9 %
0,35 kg Munich Malt II – 20L (39,4 EBC) Grain 2 11,9 %
0,07 kg Carafa I special (800,0 EBC) Grain 3 2,5 %
0,05 kg Acid Malt (5,9 EBC) Grain 4 1,7 %
15,00 g Perle [6,80 %] – Boil 90,0 min Hop 5 26,4 IBUs
1  pkg German Ale (Wyeast Labs #1007)

Ci vediamo lunedì all’Elfo

Paolo

Herms 2.0 – parte seconda

Posted by Paolo On February - 22 - 2016ADD COMMENTS

Come dicevo nei giorni scorsi, l’idea di modificare lo scambiatore nasce principalmente dell’esigenza di eliminare il rame. Visto che c’ero,  ho anche pensato di aumentare la potenza della resistenza, per accorciare i tempi soprattutto in quelle fasce di temperature, come per il protein rest, dove una sosta troppo prolungata è considerata controproducente. Sempre partendo dallo stesso contenitore, ho quindi aggiunto una resistenza da  3 Kw, che però regolo con un potenziometro in modo da tenerla al massimo solo nei momenti critici per brevi periodi. Volevo invece soffermarmi sulla scelta del tubo di inox. Usare il classico tubo inox in barre è oggettivamente problematico. E’ difficile da piegare, sopratutto per le involuzioni strette che prevede il progetto  e quello che si trova piegato è impossibile da adattare. Inoltre è venduto,  per lo meno dalle nostre parti (per chi fosse interessato l’unico venditore che ho trovato a Perugia è la Mericat) solo in barre da 6 metri dritte, misure che da una parte è scomoda da maneggiare e che dall’altra in alcuni casi potrebbe essere limitante. Ho optato allora per una soluzione diversa che avevo trovato quasi casualmente cercando in internet, che mi aveva colpito per la semplicità e versatilità: il tubo inox corrugato. Si tratta di tubi in acciaio inox che si usano soprattutto per gli impianti solari e che sulla carta sembrano perfetti: sono realizza in acciaio EN. 1.4404 (AISI 316L), sono facilmente piegabili in quanto hanno uno spesso di soli 0,18 mm con un disegno corrugato che permette di fare piegature anche molto strette senza alcun problema. Il fatto che sia così sottile e il disegno ondulato, che aumenta la superficie di contatto, lo rende ideale come

scambiatore di calore. Sono poi relativamente economici, costando il DN12 2,35 € al metro (anche se per trovarlo a questo prezzo l’ho

 

dovuto ordinare in Germania su potz-blitz.eu). Perfetti allora? Non del tutto. Proprio il profilo corrugato potrebbe creare problemi per la pulizia e la sanitizzazione, in quanto sulle pieghe si potrebbero facilmente incastrare i grani dell’ammostamento o altro sporco che alla lunga potrebbero portare ad infezioni. Inoltre si collegano con gli altri elementi  del circuito con appositi raccordi che però si trovano normalmente  solo in ottone, metallo questo che è poco gradito dal punto di vista alimentare. Entrambi i problemi si possono superare. Quello della pulizia semplicemente facendo quello per cui lo scambiatore

è stato creato: cioè facendo ricorcolare acqua scaldata automaticamente  dallo stesso HERMS (normalmente arrivo ad 80 gradi) con detergenti specifici, tipo il PBW o aggressivi tipo la soda caustica che con il rame non potevo usare. Richiede un po’ di tempo ma essendo un procedimento automatizzato in gran parte, non pesa molto. Il secondo, sostituendo i raccordi in ottone con l’equivalente in inox anche se non specifici. Il risultato che potete vedere nella foto, dove ho  utilizzando un nippo in inox non garantisce probabilmente la stessa tenuta, ma alla fine per le pressioni che si utilizzano normalmente, funziona ugualmente bene senza avere perdite. Rimane il dado in ottone, ma non essendo in contatto con il mosto non crea alcun problema. Prima di procedere ho provato il tubo con un altro progetto che covavo da tempo, a

dire il vero più critico dal punto di vista delle sanitizzazione: l’ho infatti utilizzato per realizzare un controflusso per freddare la birra, altro progettino su cui non mi

dilungo, anche se  meriterebbe un articolo a parte, che mi ha permesso di testare le potenzialità di questa soluzione. Dopo  qualche mese e diverse cotte, a parte qualche problema iniziale con i raccordi,  verificato che funzionava bene, ho deciso finalmente di creare  il nuovo scambiatore per l’HERMS. La realizzazione pratica è illustrata dalle foto. Dopo aver inserito la resistenza sulla pentola termica, ho creato un cestello per ospitare il tubo, in modo da renderlo più stabile. Ho creato poi un doppio avvolgimento e dopo aver bucato il coperchio, l’ho raccordato come detto sopra. Dopo qualche aggiustamento il tutto funziona molto bene e posso dire di aver raggiunto il risultato sperato. La temperatura è assolutamente costante, gli step di temperatura più rapidi e in generale questa soluzione mi lascia più tranquillo.

Per adesso mi fermo Se qualcuno volesse avere dettagli o ulteriori spiegazioni, mi può contattare direttamente.

Paolo

HERMS 2.0 – parte prima

Posted by Paolo On January - 16 - 20161 COMMENT

Uno degli aspetti secondari più divertenti dell’homebrewing è che, se vi piace il “fai da te”, praticamente avete materiale per anni. Molte volte mi rendo conto che passo più a tempo a bucare le pentole, creare filtri, raccordi, e ogni altra attrezzo che mi passa per la testa, che a fare la birra. Il percorso è simile per molti homebrewer. Dopo un paio di cotte sul fornellone della cucina, cercando di vincere la lotteria della giusta temperatura di ammostamento, si sente il bisogno di qualche sistema che faciliti amento la prima fase. E allora si compra un termometro digitale, si aggiunge un filtro bazooka, le pale motorizzate  per rimescolare i grani,  un sistema per regolare lo sparge, pompe per travasi ecc.

Attualmente, dopo qualche anno di modifiche, devo dire di essere abbastanza soddisfatto della mia configurazione. Soprattutto per il mash che ho automatizzato quasi completamente. Affascinato dalle realizzazioni degli hombrewer americani viste sui forum USA, con l’aiuto di Alessio, ho infatti realizzato una versione ridotta di un tipo di impianto che in gergo viene definito HERMS. Per chi non lo sapesse, l’HERMS (Heat Exchanged Recirculating Mash Systems) è un sistema che permette il controllo (quasi) perfetto della temperatura, facendo ricircolare con una pompa il mosto tra la pentola di ammostamento, dotata di un fondo filtrante, ed un elemento riscaldante controllato da un termostato o, preferibilmente, da un controller PID. Nell’HERMS l’elemento riscaldante è costituito da una serpentina inserita nel circuito, immersa in una pentola riempita d’acqua con un resistenza elettrica comandata dal termostato (anche se esistono HERMS  riscaldati a GPL).  L’acqua nello scambiatore, che segue la temperatura di ammostamento e quindi nel mash-out raggiunge e supera i 76 gradi, alla fine viene utilizzata per lo sparge, ottenendo così anche una utilità in più. Questo sistema permette un controllo molto buono della temperatura e, utilizzando controller appositi, permette anche di eseguire in automatico tutti gli step che si desiderino. Una delle principali contropartite è però il notevole consumo di elettricità richiesto e la necessità di utilizzare carichi notevoli. Non a caso l’HERMS (insieme al RIMS, sistema analogo dove però l’elemento riscaldante è una resistenza posta a contatto diretto del mosto) è molto utilizzato negli USA, dove il costo dell’energia elettrica è inferiore al nostro e non esistono i limiti di 3KW che normalmente hanno i nostri impianti domestici. L’impossibilità nelle nostre abitazioni di utilizzare potenze più alte, rende ancora più evidente il suo principale difetto, cioè la lentezza nell’eseguire gli step di temperatura. Riscaldare velocemente 25-30 litri d’acqua utilizzando una  resistenza da 2Kw  è impossibile. Tenendo conto di questo limite, ho pensato di realizza una versione come dicevo, ridotta, che conservasse i pregi minimizzando i difetti. La soluzione di compromesso è stata quella di utilizzare un contenitore molto più piccolo per lo scambiatore, rinunciando alla possibilità di fare sparge. In pratica ho preso un pentola termica da 6 litri (quelle della Schengler -il famoso “crucco” – che fino a poco tempo fa si trovavano facilmente dal  su ebay), ho inserito una resistenza da 1,8 Kw di un bollitore e vi ho immerso una doppia serpentina in rame. Per il controllo della temperatura ho acquistato negli USA un controller PID Auberins che permette anche gli step e che semplifica tanto il lavoro. Il fondo filtrante è quello adattato delle pentole Blichmann. Chiaramente così facendo l’acqua di sparge la devo scaldare a parte, ma il compromesso è più che accettabile. La temperatura è stabile praticamente al decimo di grado per ore e gli step sono tutto sommato abbastanza veloci. Confesso che dopo parecchie cotte, constatata l’affidabilità del tutto, molte volte il mash lo faccio di notte: metto in infusione i grani prima di andare a dormire e la mattina, quando mi alzo faccio lo sparge!

Detto questo, dopo alcuni anni che utilizzo questo sistema, ho sentito la necessita di modificarlo per superare alcuni punti che non mi lasciavano pienamente soddisfatto forse anche perché, come detto, uno degli aspetti più divertenti è proprio quello di mettere le mani sulla propria attrezzatura per modificarla. Il principale problema dell’attuale configurazione è l’utilizzo del rame per la serpentina. Il rame ha molti pregi: si piega agevolmente, è facilmente reperibile ad un costo abbordabile, è un ottimo conduttore di calore, ma stando a contatto con un liquido tendenzialmente acido come il mosto crea non pochi problemi di manutenzione. In particolare si ossida facilmente, tanto che facendo ricircolare con prodotti specifici per la pulizia, il risaluto è spesso un’acqua di un bel verde brillante (vedi foto). Questo non significa necessariamente che il mosto prodotto non sia sicuro dal punto di vista alimentare, ma in ogni caso è evidente che l’inox lascia sotto questo punto di vista più tranquilli. Partendo da questa esigenza ho quindi creato un nuovo scambiatore. Per chi fosse interessato, nei prossimi giorni entrerò più nello specifico della realizzazione.

Paolo

 

Sono anni che cerco una scusa per andare a Nembro. Non perché il piccolo paese in provincia di Bergamo abbia attrattive turistiche particolari. In realtà, per per lo meno per me, ne ha una soltanto e si chiama The Dome. Il pub aperto nel 2009 da Michele Galati, già padre dell’Abbazia di Sherwood, è diventato uno dei punti di riferimento per la birra nel nord Italia per  per la qualità dell’offerta birraria e per la coerenza delle scelte. La scusa buona questa volta l’ho trovata in un seminario dal titolo “Tutto in una botte” organizzato in occasione dell’Orobie Beer Festival, manifestazione giunta ormai al sesto anno che si è tenuta il 19 -20-21 giugno proprio al The Dome. Il corso che, come si può intuire dal titolo, era incentrato sulla birrificazione in botte con tutti i problemi e le opportunità dati dall’uso del legno, in realtà era un evento nell’evento visto il livello dei relatori che comprendevano alcuni dei nomi più importanti e noti del mondo della birra. Moderatore ed istrione il solito inossidabile  Lorenzo “Kuaska” Dabove. Poi Valter Loverier (Loverbeer), Riccardo Franzosi (Montegioco) e Jerome Rebetez (BFM),  Jef Van de Steene (De Glazen Toren) e Andrea Camaschella. Avrebbe dovuto esserci anche Teo Musso (Baladin) ma ha dato forfait all’ultimo minuto per impegni di lavoro.
L’incontro non ha avuto un’impronta strettamente accademica, ma si  è sviluppato  in realtà come una chiacchierata sulle esperienze dei birrai presenti, i più noti in Italia per la birrificazione in botte, partendo dalla degustazione di alcune loro birre, che i creatori hanno illustrato raccontando anche  i metodi produttivi e le tecniche di uso del legno.
Siamo partiti dalla nuovissima Season Cardosa del Birrificio Loverbeer, come dice il nome una season aromatizzata con il cardo, la prima di una serie di 5 nuove birre aromatizzate che saranno commercializzate a breve da Loverbeer, per poi passare alla Miss Sour di Montegioco e alla  Abbaye De Saint Bon-Chien della BFM (Brasserie des Franches-Montagnes) birrificio che non conoscevo ma che mi ha veramente sorpreso. Il tutto in quasi tre ore che sono volate via in un attimo.

Il primo pomeriggio lo abbiamo dedicato alla degustazione delle birre portate dagli homebrewer presenti, giudicate dagli stessi relatori affiancati da Marco Pion (Tyrser), che si sono sottoposti con grande disponibilità alla “tortura” degli assaggi di qualche improbabile lambic autoprodotto e anche di altre birre che sono state valutate con severità (ma in realtà non troppo). Bellissima esperienza in ogni caso e anche ottima la compagnia.

Le ultime ore le ho però dedicate al festival vero e proprio e all’assaggio delle birre. Relativamente pochi i birrifici presente, almeno rispetto agli standard di altri festival più di richiamo, ma tutti di ottimo livello: Carrobiolo, Birrone, Mastino, Etnia, Almond ’22, Hammer, Loverbeer e gli stranieri BFM e Glazen Toren. Chiaramente anche ottimo il livello delle birre presenti. Per me è stata anche un’occasione per assaggiare birrifici nuovi o difficilmente reperibili da noi come Mastino, Etnia (il nuovo progetto di Nicola Grande, di cui comunque avevo già gustato la dipa all’Elfo pub) e Hammer tutti presenti con prodotti di grande pulizia e gradevolezza.

Bellissima giornata e grande esperienza. Da ripetere probabilmente che il prossimo anno.